Mercoledì, 07 Aprile 2021 16:29

CORONAVIRUS/ Medici all’attacco “pronti alle denunce penali di fronte a ulteriore riduzione dell’assistenza nelle terapie intensive” In evidenza

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Pronti alle denunce penali se “nei prossimi giorni dovesse verificarsi un’ulteriore riduzione dei livelli essenziali di assistenza nelle Terapie intensive regionali”: così i sindacati della dirigenza medica pugliese chiedono alla Regione Puglia una serie di correttivi nella gestione dell’emergenza Covid e, soprattutto, del piano ospedaliero, nella convinzione che sia necessario trovare anestesisti rianimatori che vadano a supporto di quelli attualmente in servizio e impegnati in super lavoro, alla luce dell'aumento dei posti letto in Rianimazione. Il documento è firmato da Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cimo, Fassid, Fed Med Cisl, Fp Cgil Medici, Fmv, Fesmed, Uil Fpl Medici e indirizzato anche al ministero della Salute e alla Protezione civile nazionale, ai quali viene chiesto di “farsi carico della sempre più grave situazione assistenziale pugliese” e affiancare la Regione “nel reclutamento di personale specializzato o, in secondo ordine, specializzando in anestesia e rianimazione, anche da altre regioni o dall’estero”. Per i sindacati, “la Puglia è maglia nera nella lotta al Covid: i contagi non diminuiscono, la vaccinazione di massa arranca, il contact tracing è da tempo saltato e, soprattutto, aumentano in maniera esponenziale i ricoveri in Terapia intensiva ben oltre la media nazionale, con un numero sempre crescente di decessi”.