Sabato, 27 Marzo 2021 11:58

GRANDI MANOVRE/ Giorgetti “cautela su Mittal, ci sono aspetti non chiarissimi da approfondire” In evidenza

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 Una task force del Governo per affrontare le diverse crisi industriali aperte nel Paese, la conferma dei 400 milioni ad ArcelorMittal da parte di Invitalia ma solo dopo che si sarà concluso l’approfondimento del Mef. Inoltre, il piano industriale dell’azienda dovrà essere aggiornato. È quanto dichiara il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che in mattinata, insieme al collega del Lavoro, Andrea Orlando, incontra i sindacati mentre davanti al Mise c’è un presidio di protesta, nel rispetto delle regole anti Covid, con lavoratori e delegati arrivati da varie parti d’Italia per portare la voce delle tante fabbriche strette tra crisi, cassa integrazione e futuro incerto.

    Giorgetti aveva convocato il confronto solo su Ilva-ArcelorMittal ma la pressione del sit-in porta l’incontro, svoltosi in presenza, ad affrontare anche i temi connessi alle molteplici crisi aziendali. ArcelorMittal resta tuttavia una priorità. Giorgetti non sconfessa l’accordo del Governo Conte II, quello dei 400 milioni attraverso l’ingresso di Invitalia e il partner pubblico col controllo della governance al 50 per cento, ma procede con cautela e prudenza. 

 

“Stiamo approfondendo il dossier perché ci sono aspetti non chiarissimi” avverte il ministro. Ad ArcelorMittal “i soldi arriveranno se al Mef giungeranno le necessarie rassicurazioni nelle prossime settimane” puntualizza Giorgetti, ribadendo così che per il Governo il nodo Consiglio di Stato è tutt’altro che secondario. Il titolare del Mise sottolinea in una nota di seguire “con particolare attenzione i lavoratori che non possono essere presi in giro. Voglio dire con chiarezza e trasparenza - prosegue Giorgetti - che è il momento di smettere di dire cose che in realtà non possono essere fatte, altrimenti non si troverà mai una soluzione”. 

    Fari accesi del Governo su Ilva-ArcelorMittal, dunque, e non solo perché si sta facendo un approfondimento tecnico e giuridico sul versamento dei 400 milioni alla luce del giudizio aperto davanti al Consiglio di Stato che deciderà sulle sorti dello stabilimento a metà maggio. Il Governo sta guardando anche al piano industriale frutto dell’accordo di dicembre tra Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria impianti, e ArcelorMittal, gestore degli stessi. “Con ovvio garbo istituzionale” i ministri hanno manifestato che “non sono soddisfatti e non sono tranquilli rispetto all’accordo fatto il 10 dicembre e questa è una notizia”, ha detto il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia. “L’orizzonte - ha aggiunto Benaglia - è che ministero e ministro vogliono riesaminare completamente l’accordo. Come potrà farlo, se si farà un nuovo accordo, questo è tutto da vedere. Però - ha proseguito - non si va avanti esattamente applicando quello che è già deciso”.  

 

 “Stanno studiando il piano industriale che ha degli aspetti non li convince sino in fondo prima di un investimento forte attraverso le risorse del Recovery Found - ha aggiunto Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil - noi notiamo - ha proseguito- che questo succede ogni qualvolta che cambia un ministro. È il quarto ministro che cambia da quando abbiamo fatto l’accordo e ci crea preoccupazione e incertezza”. Mentre Rocco Palombella, segretario generale Uilm, e Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, evidenziano che “aspettavamo una presa di posizione netta dopo 9 anni dall’inizio della vertenza, ma si continua a perdere tempo con il rischio serio che la situazione diventi irreparabile”. “Sembra quasi che si voglia aspettare il giudizio del Consiglio di Stato, atteso il 13 maggio, per non per assumersi le necessarie responsabilità”, sostengono Palombella e Gambardella. “Anche oggi noi - rilevano - abbiamo continuato a chiedere senza ricevere risposte”.

    Per le crisi aziendali, invece, i sindacati giudicano per ora insoddisfacente il solo annuncio che sarà istituita una task force. Bisogna, per le sigle sindacali, entrare nel merito, affrontare i problemi, salvare i posti di lavoro che stanno saltando. “Da lunedì - dice ancora Benaglia della Fim Cisl - non saremo un passo indietro in attesa della task force, ma un passo avanti per premere per far sì che le vertenze più importanti, Blutech, Termini Imerese, Whirlpool, abbiano una risposta”. Mentre per la Uilm con Palombella e Gambardella “nessun impegno concreto è stato assunto da Giorgetti e Orlando su come si vogliono affrontare le più urgenti crisi aziendali in settori strategici come aerospazio, automotive e siderurgia a fronte del presidio con centinaia di lavoratori provenienti da tutta Italia”. Infine per Re David della Fiom, “non è pensabile che le cose rimangano ferme in questo modo. Il ministro - aggiunge Re David - ha detto che lui non intende convocare per convocare. Ma intende convocare quando ha soluzioni e cose da dire. Noi insistiamo che metta in calendario gli incontri a partire dalle vertenze più urgenti e che il calendario parta da subito”. “Anche perché il Governo ha deciso - conclude Re David - che solo nell’industria, da luglio, si può licenziare”.