Sabato, 13 Febbraio 2021 18:08

LA SENTENZA/ Il Tar ordina la chiusura degli impianti inquinanti. Melucci “Taranto da oggi si è liberata”, Emiliano “Draghi ci convochi” In evidenza

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- “Taranto oggi si è liberata. È una giornata che segna lo spartiacque. Tutto quello che abbiamo detto, trova delle conferme . Questa città non vuole più convivere con quel tipo di produzione. Questo non significa chiudersi a qualunque attività industriale ma porre delle priorità”. Lo ha dichiarato oggi pomeriggio, in una conferenza stampa, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a proposito della sentenza del Tar Lecce, pubblicata oggi, che dispone che entro 60 giorni ArcelorMittal, gestore in fitto del siderurgico, fermi gli impianti fonte di inquinamento. Il Tar ha respinto i ricorsi che sia ArcelorMittal, che Ilva in amministrazione straordinaria, quest’ultima proprietaria degli impianti, hanno presentato contro l’ordinanza del sindaco sull’inquinamento. Ordinanza  che risale al 27 febbraio 2020. Il contenzioso al Tar è andato avanti per quasi un anno. “Ringrazio il collegio giudicante - ha sostenuto il sindaco, collegato in audio video anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano -. Non è una sentenza banale. Sono 60 pagine molto articolate. È una sentenza che introduce innovazioni importanti”. “Siamo a tre anni, da quando sono sindaco, di vere battaglie e continuiamo su questa strada. Siamo molto contenti perché ne abbiamo viste e subite tante. Conservo ancora sul cellulare messaggi molto discutibili di ministri dei precedenti Governi che non volevano ascoltare il grido di dolore di questa comunità”. 

 

Secondo Melucci, “parlare della priorità che un diritto come la salute deve avere al di là della economia e del mercato, al di là del bilanciamento tra i diritti, parlare del rischio sanitario e di un’Autorizzazione integrata ambientale che noi abbiamo contestato perché non assorbe questo rischio, sono punti che segnano uno spartiacque”. A proposito del fatto che ArcelorMittal ha già annunciato l’impugnazione al Consiglio di Stato, il sindaco di Taranto ha detto: “Questo è per noi irrilevante. Qualunque sia il pronunciamento del Consiglio di Stato, credo che non si possa intervenire con decreti come fatto in passato sovvertendo l’ordinamento. Mandiamo un augurio al nuovo Governo Draghi - ha detto il sindaco -. Manifestiamo la nostra volontà per una ripresa del confronto attorno allo stabilimento siderurgico. Draghi ha dichiarato che il suo sarà un Governo ambientalista  e ci credo. Se il nuovo ministero non è solo una finzione estetica - ha proseguito Melucci a proposito del dicastero per la Transizione ecologica -, dopo questa sentenza, al netto di quello che farà il Consiglio di Stato, nessuno più può pensare di propinarci uno stabilimento con l’area a caldo, con gli altiforni e con quello schema emissivo. Credo che si debba convocare il tavolo dell’accordo di programma” ha concluso il sindaco di Taranto, per il quale “l’applicazione di questa sentenza significa anche tanta preoccupazione per i lavoratori. Ecco perché serve il tavolo dove tutte le istituzioni tracciano una prospettiva per questinlavoratori. Ma oggi cade un ricatto, cade un tabù. Non torneremo indietro”. 

 

Emiliano “ministri informati, Draghi ci convochi”

“Ho immediatamente informato i ministri  Franceschini, Cingolani, Orlando, Guerini, Patuanelli e il sottosegretario Garofoli. Mi auguro che attraverso Garofoli  ci sia una comunicazione immediata del presidente Draghi alla partecipazione alla conferenza dei servizi per l’accordo di programma che noi fisseremo concordando la data con lo stesso presidente Draghi”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, collegato audio video con Palazzo di Città con la conferenza stampa indetta dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. “Mi auguro - ha affermato Emiliano - che non si chieda al Consiglio di Stato di salvare le castagne del fuoco a tutti. Questa storia è arrivata al termine. Non c’é niente di giuridicamente presentabile immaginare di sospendere il diritto perché c’è una incapacità di gestione industriale”. Secondo Emiliano, “c’è stato tutto il tempo” e “ c’è una impresentabilità ambientale dell’impianto anche ai fini dell’osservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro” e questa “è un aggravante”. 

 

Secondo Melucci, “parlare della priorità che un diritto come la salute deve avere al di là della economia e del mercato, al di là del bilanciamento tra i diritti, parlare del rischio sanitario e di un’Autorizzazione integrata ambientale che noi abbiamo contestato perché non assorbe questo rischio, sono punti che segnano uno spartiacque”. A proposito del fatto che ArcelorMittal ha già annunciato l’impugnazione al Consiglio di Stato, il sindaco di Taranto ha detto: “Questo è per noi irrilevante. Qualunque sia il pronunciamento del Consiglio di Stato, credo che non si possa intervenire con decreti come fatto in passato sovvertendo l’ordinamento. Mandiamo un augurio al nuovo Governo Draghi - ha detto il sindaco -. Manifestiamo la nostra volontà per una ripresa del confronto attorno allo stabilimento siderurgico. Draghi ha dichiarato che il suo sarà un Governo ambientalista  e ci credo. Se il nuovo ministero non è solo una finzione estetica - ha proseguito Melucci a proposito del dicastero per la Transizione ecologica -, dopo questa sentenza, al netto di quello che farà il Consiglio di Stato, nessuno più può pensare di propinarci uno stabilimento con l’area a caldo, con gli altiforni e con quello schema emissivo. Credo che si debba convocare il tavolo dell’accordo di programma” ha concluso il sindaco di Taranto, per il quale “l’applicazione di questa sentenza significa anche tanta preoccupazione per i lavoratori. Ecco perché serve il tavolo dove tutte le istituzioni tracciano una prospettiva per questinlavoratori. Ma oggi cade un ricatto, cade un tabù. Non torneremo indietro”.