Venerdì, 05 Febbraio 2021 10:19

CONTRATTO PER TARANTO/ Turco “firmata la clausola sociale per l’occupazione dei lavoratori dell’area ionica” In evidenza

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Firmata, nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, la clausola sociale. È il meccanismo che prevede la possibilità per le stazioni appaltanti delle opere del Cis, finanziate con fondi pubblici, di far assumere dalle imprese appaltatrici una quota di manodopera disoccupata del bacino dell’area di crisi di Taranto. Lo annuncia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco. “Ringrazio le stazioni appaltanti - dice - che hanno sottoscritto l’atto d’impegno per l’applicazione della clausola sociale premiale a sostegno delle imprese locali e dei lavoratori svantaggiati dell’area di crisi di Taranto". 

 

 "Una proposta - spiega Turco - che avevamo condiviso con le parti sindacali e datoriali per sostenere l’economia del territorio, in considerazione degli ingenti investimenti che il Governo ha destinato al processo di riconversione di Taranto”. Per lui, “ora, però, è necessario istituire a Taranto un Osservatorio per monitorare la sua corretta applicazione, affinché nelle future gare di appalto, nel perimetro del Contratto Istituzionale di Sviluppo, vengano realmente rispettati una serie di criteri introdotti a salvaguardia dell’ambiente, come il principio premiale della filiera corta e delle forniture a Km zero, nonché a sostegno dell’aspetto sociale, come l’assunzione di lavoratori svantaggiati e utilizzo di giovani professionisti e start-up innovative locali”. “La clausola sociale - rammenta Turco - è contemplata dagli articoli 6 e 9 del decreto legge n1/2015, ma non è mai stata applicata in maniera sistematica. Di fatto avrebbe dovuto vincolare le stazioni appaltanti del Cis a introdurre modalità di coinvolgimento delle imprese e dei lavoratori locali in un'area particolarmente interessata da una crisi economica e lavorativa senza precedenti. Ora, con la firma dell’atto d’impegno e l’istituzione di un Osservatorio, intendiamo attivare un percorso virtuoso di sostenibilità circolare-territoriale, con inevitabili ripercussioni positive sulle imprese e sull'occupazione locale”.