Martedì, 02 Febbraio 2021 16:59

EMERGENZE/ Taranto, i sindacati lanciano sos per sanità e lavoro, 850 posti a rischio “serve una task force” In evidenza

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 I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Taranto hanno lanciato l’allarme questa mattina, in una conferenza stampa, per la situazione sanitaria in relazione al Covid e ai tanti posti di lavoro a rischio, circa 850 unità tra mense, ex Isola Verde ed ex Miroglio. Mentre resta ancora incerta l’evoluzione della vicenda ArcelorMittal, ex Ilva. Considerato “l’immobilismo delle istituzioni locali”, i sindacati chiedono “l’immediato insediamento di una task-force”. “Negli ultimi tre anni - ha affermato Giancarlo Turi, segretario Uil - abbiamo registrato per gli ex di Isola Verde un risultato importante all’interno del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto e grazie al commissario alla bonifica dell’epoca. Il progetto nel quale sono stati occupati - ha detto Turi - è stato strutturato in due tranche, da 15 e 9 mesi ciascuna. Ma il 24 febbraio prossimo, 131 lavoratori saranno licenziati. La crisi, al momento, non ha sbocchi. Le soluzioni, per noi, esistono, così come gli strumenti”. Per gli ex Miroglio, il gruppo tessile piemontese che ha lasciato il Tarantino molti anni fa, Turi ha evidenziato come il progetto Agromed nell’agroalimentare “serviva a recuperare parte dei 28 lavoratori ex Miroglio espulsi dal ciclo lavorativo nel 2008. Adesso - ha aggiunto - lo stabilimento  di Castellaneta, che Miroglio ha usato e dove dovrebbe insediarsi Agromed, è congelato per vicende giudiziarie. Il soggetto che si è proposto, cioè la società Agromed, deve agire con immediatezza”.

 

Gianfranco Solazzo, segretario Cisl, ha detto per le questioni occupazionali “urgono soluzioni che non sono procrastinabili. Se non dovessero arrivare a giorni - ha rilevato il segretario Cisl - centinaia di lavoratori sarebbero senza reddito, da ex Miroglio a ex Isola Verde”. “Abbiamo poi 700 addetti nelle mense - ha proseguito Solazzo -. Se a fine marzo, non sarà prorogato il divieto di licenziare, questi lavoratori rischiano l’espulsione o di tornare part time con un reddito falcidiato rispetto a quello già esiguo che percepiscono”. “Per gli ex Isola Verde, ci sono altre possibilità di impiego” secondo la Cisl. E anche per la Uil “bisogna tornare a trovare le soluzioni al tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo. Gli ex Isola Verde sono dipendenti di una società del Comune di Taranto che ci deve anche chiarire - ha detto Turi - se c’è possibilità di inserirli nei cantieri che si stanno aprendo attraverso la clausola sociale”. Sulla sanità, Solazzo della Cisl ha sostenuto che “Taranto era realtà virtuosa nella prima fase, mentre oggi contende il primo posto per numero di contagi. Nei reparti - ha proseguito - si creano cluster di contagio e non c’è chiarezza per l’approvvigiinamento dei dispositivi di protezione individuale per i lavoratori di mense, servizi e manutenzioni”. Sempre la sanità, ha rilevato Paolo Peluso, segretario Cgil, “a Taranto siamo in una vera emergenza. Serve aprire una discussione seria su come ripensare un assetto organizzativo nei prossimi mesi, visto che molti contagi si sono accesi proprio nelle strutture ospedaliere e che il sistema di tracciamento non è mai partito, così come non abbiamo potuto verificare se il servizio dei trasporti pubblici sia stato effettivamente adeguato, visto che solo una quota minoritaria di studenti ha deciso di frequentare le lezioni in presenza”. “Non possiamo accettare che le liste di attesa siano prorogate o che la gente non si rivolga agli ospedali per paura di morire di Covid o di uscirne ancora più ammalati”, ha concluso Peluso.