Martedì, 12 Gennaio 2021 18:23

GRANDI MANOVRE/ Balzo produttivo, investimenti, la nuova ArcelorMittal si presenta a Confindustria e sindacati In evidenza

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 Da 3,3 milioni di tonnellate di spedizioni del 2020 a 7,2 milioni di tonnellate del 2025, quando il nuovo piano industriale sarà stato completato. È il balzo produttivo che vuole fare ArcelorMittal Italia nella nuova veste di azienda pubblica, con Invitalia, e privata. Il dato è in una delle slide proiettata oggi in avvio di incontro in Confindustria tra azienda e sindacati. Di anno in anno, è prevista una graduale crescita delle spedizioni a fronte della risalita produttiva dell’azienda. Già quest’anno le spedizioni dovrebbero attestarsi a 5 milioni di tonnellate e a 6 milioni nel 2022. Confermato il trend produttivo già annunciato: dai 5 milioni di tonnellate di quest’anno si salirà progressivamente agli 8 milioni del 2025 di cui 2,5 milioni verranno da forno elettrico. Una novità impiantistica assoluta per lo stabilimento di Taranto, sinora alimentato solo da altiforni a ciclo integrale. La produzione sarà di 6 milioni il prossimo anno e nel 2023 e salirà a 7 milioni di tonnellate nel 2024 prima della tappa finale posta a 8 milioni di tonnellate nel 2025. 

Si ferma Afo2 riparte Afo4

 

 L’altoforno 4, uno dei due, insieme al numero 1, attualmente in marcia a Taranto, sarà fermato a marzo ed aprile per una manutenzione straordinaria. La fermata dell'altoforno 4 verrà compensata dalla ripartenza a fine gennaio dell’altoforno 2, a conclusione dei lavori di ammodernamento e sicurezza fatti fare da Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti.

   Presentato anche il quadro produttivo di quest’anno: a fronte di una produzione di 5 milioni di tonnellate di acciaio, i laminati a caldo costituiranno 4,82 milioni di tonnellate. La componente dei prodotti verticalizzati sarà pari a 2,60 milioni di tonnellate. Ad illustrare il contenuto delle slide è l’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli. 

 

Previsti investimenti per 310 milioni di euro 

 

Dopo i 270 milioni di investimenti fatti lo scorso anno da ArcelorMittal Italia, quest’anno la società di cui è partner paritetico Invitalia prevede di investire 310 milioni di euro. Nel 2022 i milioni investiti saranno 412, 433 nel 2023, 427 nel 2024 e 300 milioni nel 2025. Tra i principali investimenti che ArcelorMittal Italia e Invitalia metteranno in cantiere quest’anno, c’è l’avvio del rifacimento del grande altoforno 5, il più grande d’Europa, spento dal 2015 sotto la gestione dei commissari straordinari. Per l’altoforno 5,il piano industriale prevede il completamento di tutte le specifiche tecniche e la progettazione dell’intervento con i fornitori principali. Ci sarà anche l’assegnazione degli ordini. Saranno poi effettuati più di 50 interventi di manutenzione straordinaria negli stabilimenti principali del gruppo per il miglioramento dell’affidabilità tecnica degli impianti. Annunciato anche un piano di investimenti integrato, dall’acciaieria alla latta, per il raggiungimento delle migliori performance qualitative e realizzare così gli obiettivi commerciali che ci si è prefissati. 

 

 Il piano industriale contempla anche la sostituzione della gru del quarto sporgente portuale, semicrollata dopo la tragedia di luglio 2019 quando a causa di una tromba d’aria morì un gruista. Il quarto sporgente è quello dove avviene lo sbarco delle materie prime. La sostituzione della gru serve al siderurgico di Taranto per riportare alla normalità l’approvvigionamento via mare delle materie prime necessarie alla produzione. Approvvigionamento che nei mesi scorsi ha utilizzato in alternativa al quarto sporgente il molo polisettoriale del porto di Taranto ed una banchina del porto di Brindisi.

   Saranno anche sostituite 3 delle 4 macchine bivalenti del parco minerali. Sono le macchine che scaricano e prelevano le materie prime a seconda che arrivino dallo sbarco o che debbano essere indirizzate alla produzione. Le 3 macchine sono giunte ormai a fine vita tecnica. Per il nuovo forno elettrico il progetto è stato già avviato ma dovrà essere sottoposto al ministero dell’Ambiente perché serve una nuova Autorizzazione integrata ambientale. 

 

Non tutti e tre gli altiforni marceranno a pieno regime 

 

Non tutti e tre gli altiforni operativi di cui dispone lo stabilimento di Taranto, 1, 2 e 4, marceranno a pieno regime quest’anno. Solo l’altoforno 1, infatti, marcerà al 100 per 100 delle sue possibilità, l’altoforno 2, che riparte a fine mese, andrà al 90 per cento, mentre l’altoforno 4 all’85 per cento perché avrà due mesi di fermata per lavori a marzo ed aprile. Anche l’acciaieria 1, che riparte a fine mese seppure parzialmente, subirà poi uno stop di due mesi per la fermata dell’altoforno 4.