Giovedì, 07 Gennaio 2021 17:28

GRANDI MANOVRE/ USB “ArcelorMittal chiede cassa COVID per 8157 unità, produzione presto a 14mila tonnellate di acciaio al giorno” In evidenza

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“Chieste ulteriori 12 settimane di cassa integrazione per Covid tutti i dipendenti, 8.157 unità, a partire da lunedì 4 gennaio fino al 27 marzo”. Lo comunica per il siderurgico di Taranto, ArcelorMittal Italia, ex Ilva, il sindacato Usb. 

 

 “Annunciata anche la ripartenza di alcuni impianti e dunque l’incremento della produzione da 10.000 tonnellate giornaliere di acciaio a 14.000”specifica Usb. Per il sindacato, “ArcelorMittal ha comunicato entro fine mese: il riavvio parziale di Acciaieria 1 con un convertitore ed una colata continua, la ripartenza di Afo 2 e, entro la metà di gennaio, quella del Treno Lamiere”. “La posizione di Usb - si precisa -continua ad essere sempre la stessa. La nostra organizzazione sindacale ritiene falso l’annuncio dell’aumento produttivo e si attende piuttosto che i numeri relativi alla produzione presto tornino a calare. A dimostrazione di questo - afferma Usb - la totale assenza di chiarezza nell’illustrare quello che accadrà nelle prossime settimane; un quadro tutt’altro che preciso, ma solo indicazioni approssimative”. 

 

 Per Usb si è difronte ad una “comunicazione priva di qualunque fondamento perché, a fronte della ripartenza di Afo 2, Usb prevede la fermata di Afo 4 che presenta condizioni strutturali assolutamente precarie. Si tratta dunque di cambiamenti che si svilupperanno lungo un arco temporale di soli 20/25 giorni per poi tornare alla situazione precedente. Nessun intervento manutentivo - rileva il sindacato - su impianti centrali fa facilmente intuire che questi annunci non saranno seguiti da fatti concreti e protratti nel tempo”. “Ci ritroviamo inoltre di fronte all’ennesima dimostrazione della assenza di relazioni industriali, dal momento che anche il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali non è oggetto di confronto con i sindacati. Usb torna a sottolineare che non vi è al momento prospettiva di rilancio, come invece sbandierato nell’accordo di recente siglato con il Governo”sottolinea il sindacato. “Usb Taranto - si conclude - ripropone l’accordo di programma mirato a riconvertire economicamente il territorio e rimane in attesa di risposte in merito alle diverse proposte presentate dallo stesso sindacato, ora al vaglio del Governo”.