Sabato, 02 Gennaio 2021 12:04

SCUOLA/ I sindacati contro il ritorno in classe dal 7 gennaio, chiesto un incontro urgente a Emiliano In evidenza

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“Chiediamo un incontro urgente al presidente della Regione, Michele Emiliano, ed ai suoi assessori alla salute, trasporti e istruzione” per “programmare una efficace ripresa dell'attività didattica in presenza”. Lo chiedono le organizzazioni sindacali del mondo della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal, Fgu, Anief e Anp, con una lettera inviata alle istituzioni regionali, nella quale si dicono contrari al rientro in classe il 7 gennaio.

 

I sindacalisti non nascondono la delusione per l'assenza, il 30 dicembre 2020, del presidente Emiliano a un incontro “a cui ha partecipato solo l’assessore per il diritto allo studio per un breve saluto”, e per la mancata convocazione del “mondo della scuola ai tavoli di coordinamento presso le prefetture per la ripresa delle attività negli istituti superiori”.  Le richieste che i sindacati sottoporrebbero alle istituzioni regionali avrebbero uno “schema alternativo” rispetto a quello del rientro previsto in presenza per il 7 gennaio: “far tornare a scuola il 50% degli studenti ma con un unico turno di ingresso, e non già il 7 gennaio, bensì più in là (il 15 o il 18) proseguendo ancora per qualche giorno nel regime di didattica a distanza adottato fino all'inizio delle vacanze natalizie”. Questo porterebbe il vantaggio per le scuole di “evitare il caos organizzativo” e di “sgravare il sistema dei trasporti dal 50% della popolazione scolastica” per “verificare, prima del rientro a scuola in presenza, gli effetti che i comportamenti assunti durante le festività dai singoli cittadini avranno prodotto nell'intera popolazione in termini di contagio, previsione che rimane tuttora incerta e preoccupante”.

 

Secondo i sindacalisti, inoltre, gli ingressi scaglionati produrranno “una serie di problemi” sia per “la rimodulazione degli orari delle singole discipline, sia a livello di organizzazione delle cattedre” e porterà a dilatare “l’orario scolastico fino alle ore pomeridiane” con problemi sia “per studenti e famiglie, che per i docenti e personale Ata”.

I trasporti dovrebbero essere “organizzati su base regionale e non provinciale”. Le organizzazioni sindacali evidenziano, in ultimo, che “senza un coordinamento regionale che tenga conto contemporaneamente di sicurezza e potenziamento dei trasporti si rischia di trovarsi nelle stesse condizioni che a settembre hanno portato alla sospensione delle attività didattiche dopo poche settimane dall'avvio dell'anno scolastico”.