Giovedì, 31 Dicembre 2020 12:32

IL CASO/ Con la sua denuncia fece chiudere call center di Taranto, assunta la neo Cavaliere al Merito In evidenza

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A 24 ore dalla nomina da parte del presidente Mattarella a Cavaliere al Merito della Repubblica, Michela Piccione, 35enne di Sava (Taranto), ha ricevuto una proposta di lavoro a tempo indeterminato da una importante azienda di telecomunicazioni. Lo annuncia il sindacato Slc Cgil. Michela é stata premiata perché con la sua denuncia al sindacato ha fatto chiudere un call center di Taranto che sfruttava e sottopagava i dipendenti. Oltre a Michela, sposata e con due figli, Mattarella ha nominato Cavaliere anche altre 35 persone che si sono distinte per la solidarietà, l’inclusione sociale, il volontariato e la legalità. Annunciando la svolta lavorativa che è arrivata per Michela, l’Slc Cgil afferma che “come in una fiaba (ma fiaba non lo è) dal gusto tipicamente natalizio, possiamo scrivere il lieto fine della storia di Michela Piccione: oggi un’importante committenza delle Tlc ha contattato la lavoratrice offrendole una possibilità di lavoro stabile”. Per il sindacato Cgil, "è una storia che davvero oggi, nel 2021 ormai, con quello che sentiamo in giro, sembra davvero difficile da credere: una lavoratrice sfruttata che decide di dire basta e, con il sostegno del sindacato, ottiene in primis quanto le era dovuto, poi viene riconosciuta dal presidente della Repubblica con la nomina a Cavaliere ed ora ha una opportunità di lavoro subordinato, quello su cui immaginare di progettare un futuro". 

Per la Cgil, “sembrerebbe una storia da "Domenica del Corriere” alla quale sicuramente Beltrame avrebbe dedicato una delle sue famose copertine. Invece è una storia vera della quale come sindacato confederale non possiamo che essere testimoni e tanto orgogliosi". "Questa storia - affermano Riccardo Saccone ed Andrea Lumino dell’Slc Cgil - deve essere di sprone a tutti, per primi a noi, che pure oggi dovremmo essere solo soddisfatti, perché ancora lunga la strada per un lavoro giusto e tante, troppe "Michela" in questi anni sono rimaste indietro, non hanno avuto la loro sacrosanta soddisfazione”. “È  chiaro - proseguono i due sindacalisti - che non finisce tutto con questo gesto ma da un punto bisogna pur cominciare. E se si parte da qui, è sicuramente un buon inizio. Chiudiamo quindi questo anno difficile per tutti con un messaggio di speranza che però parla a tutti”, concludono. Michela Piccione da qualche mese aveva lasciato il mondo dei call center, dove ha lavorato per molti anni, ed è stata presa come ausiliaria nella sanità e assegnata al reparto Covid dell’ospedale Giannuzzi di Manduria (Taranto).