Martedì, 29 Dicembre 2020 15:54

CONSUNTIVO/ Il questore di Taranto Bellassai “criminalità silente ma pericolosa” In evidenza

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“Rispetto agli anni ‘80, quando a Taranto la criminalità sparava, uccideva e destava particolare allarme sociale, oggi è più silente, ma non meno pericolosa e pronta ad agire”. A dirlo il questore di Taranto, Giuseppe Bellassai, tracciando un bilancio del 2020. “È una criminalità di prim’ordine che ha tutte le potenzialita per aspirare ad un salto di qualità - sottolinea - ma noi lavoriamo sui fatti. E questi, sinora, non portano a ritenere che ci sia stato un reinvestimento dei profitti illeciti in attività lecite. È un rischio, però, dobbiamo tenere sempre alta la guardia. Anche in vista della stagione futura, con le risorse in arrivo e i nuovi investimenti programmati per Taranto”. 

 

 “Abbiamo ottenuto risultati particolarmente importanti nel contrasto alla criminalità organizzata e al traffico di droga. Malgrado il Covid, il numero degli arresti, 338, e delle denunce, 1544, da contezza del lavoro svolto”, aggiunge, rimarcando la “conoscenza del tessuto criminale del capoluogo assolutamente elevata” dei Falchi della Squadra Mobile. “La nostra filosofia è quella dell’esserci sempre - ribadisce il questore di Taranto - fatta anche quest’anno con i servizi anti Covid e con quelli più mirati che tendono alla prevenzione dei reati e a un controllo più puntuale del territorio”. Bellassai rileva che la Questura ha lavorato “per venire incontro alle esigenze che provengono dalle comunità locali attraverso richieste precise da parte degli amministratori locali e dei sindaci, con i quali continuiamo ad avere in rapporto privilegiato. Il nostro è un impegno quotidiano e costante per il controllo del territorio. E fa affidamento su una capacità di investigazione particolarmente elevata e su una Squadra Mobile di assoluto valore”. Il questore ha poi citato le più importanti operazioni di polizia e l’omicidio dei giorni scorsi nel rione Tamburi di Taranto di un pregiudicato, con l’arresto di due pregiudicati. A suo giudizio, si tratta di “un omicidio efferato che é stato risolto nel breve volgere di qualche ora e che esprime una capacità di reazione, da parte dello Stato, elevatissima. Però quell’omicidio ci consente anche di dare una lettura di una situazione che rimane critica e per certi versi preoccupante”. “Aver trovato e sequestrato un numero così elevato di armi - spiega - vuol dire di una capacità di fuoco da parte delle organizzazioni criminali tarantine che va sempre monitorata e tenuta sotto controllo”. “Il fatto che siano stati recuperati circa 6 chili di droga tra eroina e cocaina - continua Bellassai - ci permette poi di dare una valutazione su un altro fenomeno assolutamente importante come il traffico di stupefacenti”. Secondo il questore di Taranto, “ci troviamo difronte ad una criminalità che ha inteso inabissarsi, ha preferito percorrere strade nuove e intende lanciarsi in settori di attività criminale meno rischiosi e tra questi la droga”. Nel corso dell’anno, sino al 20 dicembre scorso, sequestrati 13, 59 chili eroina, 7,64 di cocaina, 14,2 hashish e 10,3 di marijuana. “Se viene recuperata tanta droga, vuol dire che a quella offerta, corrisponde una domanda altrettanto estesa”, prosegue. “Abbiamo contrastato quotidianamente i fenomeni dei parcheggiatori abusivi e della vendita illegale dei mitili, quest’ultimo molto esteso. Abbiamo sequestrato tonnellate di mitili insieme alla Guardia costiera”, dice. Il questore riconosce “Taranto città complessa”, dove “le difficoltà dell’economia costituiscono una criticità ed esigono un monitoraggio del territorio. Questo ci ha permesso di essere sempre tempestivi rispetto ai problemi di ordine pubblico che si manifestavano all’orizzonte. La gestione dell’ordine pubblico è uno dei temi essenziali”. “Mi piacerebbe che il 2020 venisse ricordato per la caparbietà e l’impegno della Polizia di fare comunità, di essere vicini alla comunità e di essere essa stessa comunità”, conclude.