Venerdì, 11 Dicembre 2020 18:24

ACCORDO FIRMATO/ Turco “il Governo si è assunto una grande responsabilità” De Giorgi “si torna a chiedere il dissequestro degli impianti” In evidenza

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 "La decisione di firmare l'accordo d'investimento non rispecchia le attese della città, relegata agli ultimi posti per la qualità della vita, e con gravi problemi economici, ambientali, sanitari, occupazionali e sociali ancora da risolvere. Il Governo, però, con l'accordo d’investimento si è assunto una grande responsabilità". Lo dichiara sull’accordo ArcelorMittal-Invitalia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco. Il sottosegretario fa riferimento all’impegno del Governo “nel voler ancora una volta cercare di garantire il diritto al lavoro con quello della salute, entrambi purtroppo disattesi negli ultimi 25 anni con una gestione affidata esclusivamente ai privati, prima il gruppo Riva e poi Arcelor Mittal. Questo - dichiara Turco - ha creato e progressivamente acuito un conflitto sociale con il territorio che, allo stato attuale, rimane non risolto e insanabile”. 

 

Secondo Turco, "con  l'ingresso di Invitalia, lo Stato evita un contenzioso che sarebbe durato anni e s'impegna a garantire: investimenti pubblici; transizione energetica, con la progressiva decarbonizzazione e successiva introduzione dell’idrogeno; nuovi processi produttivi più compatibili con la salute umana". Nonché, aggiunge Turco, “risanamento ambientale della fabbrica; mantenimento dei livelli occupazionali. E’ la migliore soluzione? No. Non possiamo dirlo - dice Turco - perché vanno verificati l'impatto ambientale e sanitario e la sostenibilità economica del nuovo piano industriale”. “Ritengo pertanto che i ministri responsabili del fascicolo ex Ilva - sostiene il sottosegretario alla presidenza del Consiglio - debbano valutare l’opportunità di prevedere nel nuovo piano ambientale la mia proposta di legge, incardinata presso la Commissione Ambiente del Senato, in tema di valutazione integrata ambientale e sanitaria (Vias)”. Turco poi aggiunge che “per recuperare la fiducia dei cittadini di Taranto,è anche opportuno istituire, a livello comunale, un sistema trasparente di monitoraggio dell’aria, del mare e del territorio che permetta alla cittadinanza di avere informazioni continue e facilmente accessibili sullo stato ambientale, anche tramite dispositivi pubblici elettronici”. Turco guarda anche all’eventualità che il percorso tracciato dall’accordo di ieri fallisca. “Laddove l’accordo dovesse dimostrarsi non realizzabile, nei tempi e nei modi previsti, perché non sostenibile né sul piano economico né su quello tecnologico e ambientale, è bene dare fine "all’accanimento terapeutico”, che oramai va avanti da anni - afferma il sottosegretario alla presidenza -  In relazione a questo rischio, è necessario potenziare, ancora di più, le misure in corso di realizzazione del progetto strategico “Cantiere Taranto”, prevedendo anche incentivi per favorire nuovi insediamenti produttivi e stabilendo normativamente, per l’intera area di crisi complessa di Taranto, la “clausola sociale-premiale”, a tutela dell’occupazione, dei lavoratori e delle imprese dell’indotto Ilva residenti sul territorio”.

De Giorgi “si torna a chiedere il dissequestro degli impianti”

 

 

 

 

 

“Si torna incredibilmente a discutere sul mantenimento in vigore di provvedimenti giudiziari. ArcelorMittal non solo chiede che il sequestro penale riguardante alcuni impianti dello stabilimento venga cancellato, ma che sia prevista pure l'assenza di misure restrittive nei suoi riguardi “nell'ambito dei procedimenti penali in cui Ilva (e non ArcelorMittal, si badi bene) è imputata”. Lo dichiara Rosalba De Giorgi, parlamentare gruppo Misto Camera, a proposito delle condizioni sospensive a cui viene vincolato, a maggio 2022, il secondo intervento finanziario di Invitalia, per 680 milioni, nel capitale di ArcelorMittal e l’acquisto, da parte di AMInvestCo, dei rami d’azienda Ilva. Questo è quanto fissato nell’accordo di ieri sera tra le parti. “Qualcuno - dichiara la parlamentare - dovrebbe ricordare ad AM InvestCo che in Italia la responsabilità penale è personale e che quindi non si può essere chiamati a rispondere per condotte imputabili ad altri soggetti. Non appare molto chiaro a chi si rivolge per ottenere la revoca dei sequestri degli impianti. In base alla divisione dei poteri prevista nel nostro Paese - aggiunge -, un compito simile spetta alla Magistratura e non a chi ha siglato il “patto d'acciaio”". “Non vorremmo che si dia per scontato che debba essere lo Stato a proporre agli organi giudiziari preposti un'istanza di dissequestro solo perché ArcelorMittal la ritiene una “condizione sospensiva” della futura formalizzazione del “closing”. Anche perché un sequestro si revoca quando sono cessate le esigenze cautelari che lo hanno determinato” sostiene De Giorgi, per la quale l’intesa “ha confermato una volta di più che il diritto alla salute per Taranto ed i suoi cittadini è considerato un fastidioso “optional”".