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Giovedì, 03 Dicembre 2020 15:48

GRANDI MANOVRE/ M5S spaccati sull’accordo Governo-ArcelorMittal, il gruppo pugliese per la chiusura dell’area a caldo In evidenza

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M5S di nuovo diviso sull’ex Ilva mentre mancano ormai pochi giorni alla firma dell’accordo tra ArcelorMittal e Invitalia che porterà quest’ultima, società del Mef, ad entrare nel capitale dell’azienda siderurgica inizialmente col 50 per cento. Il Governo, col ministro pentastellato Stefano Patuanelli del Mise, spinge infatti sul nuovo progetto ma il gruppo M5S in Consiglio regionale pugliese chiede al governatore, Michele Emiliano, un accordo di programma che porti alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Si tratta di quella dove ci sono gli altiforni, che invece l’accordo che si profila tra pubblico e privato mantiene prevedendo 8 milioni di tonnellate di produzione entro il 2025.

    Ad attaccare l’intesa che si delinea è anche Giovanni Vianello, deputato M5S di Taranto, della commissione Ambiente, per il quale “l’accordo sull’ex Ilva di Taranto slittato a dicembre non è solo una sconfitta per la città ma per l’Italia intera. Il Mef, guidato dal Pd che ha manovrato la trattativa, ha dimostrato di essere incapace di tutelare i diritti costituzionali, condannando a un infelice destino i figli di Taranto”. 

 

A proposito della riconversione del siderurgico di Taranto, i consiglieri regionali del M5S Grazia Di Bari, Rosa Barone, Cristian Casili e Marco Galante chiedono al presidente Emiliano “la convocazione urgente di un tavolo tra tutte le parti interessate all’accordo di programma finalizzato alla chiusura dell’area a caldo, in linea con quanto già fatto a Genova”. Per M5S della Regione Puglia, “visti  i costi sociali, ambientali e sanitari prodotti dal siderurgico, è necessario lavorare insieme per la riconversione economica e sociale di tutta l’area di Taranto, puntando su settori economici nuovi e competitivi”. “L’accordo di programma - dicono - è necessario per favorire lo sviluppo di attività produttive compatibili con la normativa a tutela della salute e dell’ambiente e diverse dal ciclo produttivo siderurgico dell'area a caldo”.

    Per M5S alla Regione Puglia (ma il documento non è firmato dall’ex capogruppo Antonella Laricchia) “l’accordo  di programma deve essere volto alla realizzazione di interventi di bonifica e risanamento dell'area dismessa a seguito della chiusura delle lavorazioni siderurgiche a caldo e l’avvio di un piano industriale per il consolidamento delle lavorazioni a freddo, assicurando al contempo la tutela dei livelli occupazionali”. In quanto al prossimo accordo, Vianello dichiara che “per onestà intellettuale, devo ammettere che il Mise e il Mattm, guidati dal M5S”, sono i ministeri Sviluppo economico e Ambiente, “si sono dimostrati subalterni al Mef a guida Pd e non all’altezza. Si palesa la sottomissione dei vertici del M5S al Partito Democratico nazionale”. 

    Il deputato pentastellato tarantino contesta anche Vito Crimi di cui chiede le dimissioni da reggente M5S. “Sarebbe questa - afferma - “la forza costruttiva e matura” di cui parla il reggente del M5S Vito Crimi? Cosa c’è di costruttivo e maturo ad assecondare decisioni che di fatto schiacciano il diritto alla salute e il diritto ad una vita dignitosa?” Per Vianello, “verranno sprecati miliardi di euro di soldi pubblici mentre si continuerà ad inquinare e a prorogare la cassa integrazione per i lavoratori. Assistiamo a un film già visto”. 

Giornalista1

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