Martedì, 24 Novembre 2020 16:55

VIOLENZA SULLE DONNE/ In Puglia, in 5 anni, 10mila donne hanno contattato centri antiviolenza In evidenza

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Con lo slogan “Non sei sola” la Regione Puglia intende celebrare il 25 novembre, la giornata internazionale della lotta alla violenza sulle donne. Il Covid-19 non ha fermato la violenza, come dimostrano i dati sugli accessi ai Centri anti violenza. Dopo il calo delle richieste di aiuto registrato a marzo rispetto a febbraio 2020 (-37% di accessi - 47% di prese in carico - 14% di allontanamenti di urgenza), nei mesi successivi è stato registrato un significativo cambio di passo con incrementi elevatissimi rispetto a marzo ma anche ai mesi precedenti. Dai dati raccolti dall’Osservatorio regionale, dal 2014 al 2019, emerge che sono state circa 10.000 le donne entrate in contatto con i centri antiviolenza, con una media di percorsi avviati del 60%. 

 

Per il 90% dei casi, le donne sono di nazionalità italiana: di queste il 65% si è rivolto spontaneamente al centro antiviolenza anche se cresce la percentuale in invii fatti dagli altri; nel 95% dei casi, la violenza si consuma in famiglia: nell’86% dei casi gli autori della violenza sono il partner e l’ex partner, nel 9% “parenti”; le donne più “esposte” alla violenza sono le coniugate (42%), seguono le donne nubili (23%) e le donne separate/divorziate (21%); la violenza è trasversale alle fasce di età, ai titoli di studio, alla condizione lavorativa, anche se la percentuale più alta viene registrata tra donne che hanno età compresa tra i 30 e i 49 anni (62%).

Le tipologie di violenza denunciate confermano l'ordine di prevalenza dell’anno precedente: violenza prevalente è quella fisica (49%), seguita da quella psicologica (38%), dallo stalking (6%), anche se la violenza psicologica accompagna tutte le forme di violenza; il 56% delle donne si era già rivolto ad altri servizi prima di contattare il centro antiviolenza; il 52% delle donne che si sono rivolte ai CAV ha denunciato (6% in più rispetto al 2018). Solo il 2% dei casi ha ritirato la denuncia. La mancanza di lavoro è un problema per molte delle donne che subiscono violenza: il 45% delle donne non ha occupazione mentre il 17,5% delle donne ha un'occupazione precaria. Sono più di 100 le donne, quasi sempre seguite da figli minori, allontanate dalle loro abitazioni a causa della violenza intrafamiliare e inserite nelle case rifugio ad indirizzo segreto. La regione erogherà a inizio 2021 risorse per 1,8 mln di euro da destinare ai nuovi programmi antiviolenza e circa 2 milioni su risorse statali (DPCM 2019), in favore dei centri antiviolenza e delle case rifugio di prima e seconda accoglienza. Intanto, domani il comune di Bari ricorderà le vittime di femminicidio: saranno scoperte le targhe in memoria  di Anna Costanzo presso il teatro Petruzzelli e nel giardino intitolato a Chiara Brandonisio a Ceglie del campo;  saranno poste delle corone di fiori nel giardino intitolato a Palmina Martinelli, nel quartiere Poggiofranco, e nella strada intitolata a Santa Scorese nel quartiere Palese Macchie. In ultimo, in collaborazione con la Cgil Bari, saranno dipinte di rosso le due panchine davanti l'ingresso della ripartizione Servizi alla persona in piazza Chiurlia. In ultimo a Giovinazzo (Ba), all'interno della sede municipale del comune, sarà inaugurato uno sportello antiviolenza.