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Domenica, 08 Novembre 2020 17:17

CORONAVIRUS/ In Puglia 22 decessi e 766 nuovi casi, 106 nel Tarantino. L’Ordine dei medici “la Sanità rischia il collasso” In evidenza

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Sono 766 i nuovi casi di Covid registrati in Puglia, a fronte di 6.723 test per l'infezione effettuati. I casi sono così suddivisi : 160 in provincia di Bari, 65 in provincia di Brindisi, 167 nella Bat, 203 in provincia di Foggia, 63 di Lecce, 106 m Taranto, 2 residenti fuori regione. Sono stati registrati 22 decessi: 4 in provincia di Bari, 9 nella Bat, 2 in provincia di Brindisi, 3 di Foggia, 1 Lecce, 2 Taranto. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 601.253 test e risultate positive 25.701 persone.7.677 sono i pazienti guariti, 17.187 sono i casi attualmente positivi. 

 

Anelli (Ordine dei medici): in Puglia la Sanità rischia il collasso 

 

  “Come medico sono molto preoccupato e temo che le misure adottate in Puglia siano insufficienti a scongiurare il collasso del sistema sanitario”. È l'allarme lanciato da Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari. “Il lockdown ‘soft’ della zona arancione dispiegherà i suoi effetti tra 20 giorni, quando rischia di essere ormai troppo tardi. Anche considerando che il trend di crescita rimanga costante e non abbia un andamento esponenziale, all'Immacolata rischiamo di avere 400 morti e la saturazione dei posti letto Covid che la Puglia ha a disposizione".


I dati cui fa riferimento Anelli sono quelli regionali resi noti dal Ministero della Salute: nella settimana dal 31 ottobre al 7 novembre in Puglia si è avuto un incremento di 5.180 positivi, con mediamente +740 soggetti positivi al SAR-COV-2 al giorno. Nello stesso periodo i ricoveri per Covid-19 sono passati da 638 a 876, con una media di 34 nuovi ricoveri al giorno, mentre gli ingressi nelle terapie intensive sono passati da 87 a 124, con una media di 5 nuovi ingressi al giorno. I decessi sono invece cresciuti da 723 a 816, con una media di 13 persone morte per Covid-19 al giorno. “Se questo andamento non rallenta, nel giro di 30 giorni avremo oltre 22mila positivi e 1876 posti letto, dei 2000 ad oggi previsti per i malati Covid, occupati - aggiunge Anelli - “Se dovessimo arrivare a gennaio con questi ritmi di crescita, con l'arrivo dell'influenza stagionale il sistema andrà in tilt e non saremo più in grado di assistere né i pazienti Covid, né tutti gli altri. Le file di ambulanze dei giorni scorsi a Foggia ed Acquaviva e ieri le difficoltà al Di Venere sono la spia di un sistema che già oggi fa fatica a rispondere alle richieste di ricovero”.

“Su un altro fronte - conclude Anelli - situazioni di assembramento come quelle che si sono viste ieri in Via Sparano a Bari indicano che esiste un difetto di comunicazione. I cittadini non hanno compreso che non bisogna uscire di casa. Il virus infatti si diffonde solo dall’incontro tra le persone”. 

Giornalista1

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