Venerdì, 06 Novembre 2020 14:00

IL DECRETO/ Il TAR sospende l’ordinanza di chiusura delle scuole in Puglia “non è coerente con il DPCM” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 "L'ordinanza della Regione Puglia, con cui è stata disposta la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, interferisce, in modo non coerente, con l'organizzazione differenziata dei servizi scolastici disposta dal Dpcm del 3 novembre". Lo scrive il presidente della Terza sezione del Tar Puglia, Orazio Ciliberti, nel decreto con cui sospende l'ordinanza del 28 ottobre della Regione Puglia, che ha sospeso la didattica in presenza dal 30 ottobre al 24 novembre per tutte le scuole della regione, ad eccezione degli asili. Il ricorso era stato presentato dal Codacons Lecce e da sei coppie di genitori di alunni di scuole salentine e chiedeva l'annullamento dell'ordinanza firmata da Michele Emiliano il 28 ottobre e l'annullamento della nota, inviata allo stesso governatore a tutte le scuole, il giorno successivo, nonché di ogni atto ad essi conseguenziale.

"L'ordinanza della Regione Puglia, con cui è stata disposta la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, interferisce, in modo non coerente, con l'organizzazione differenziata dei servizi scolastici disposta dal Dpcm del 3 novembre". 

 "In Puglia molte scuole e molti studenti non sono sufficientemente attrezzati per la didattica digitale a distanza", ne consegue che l'ordinanza di chiusura disposta dalla Regione Puglia il 28 ottobre (e con effetto dal 30) "si traduce in una sostanziale interruzione delle attività didattiche e dei servizi all'utenza scolastica": lo scrive il Tar Puglia nel decreto con cui è stata disposta la sospensione cautelare dell'ordinanza, su richiesta del Codacons Lecce e di alcuni genitori. I ricorrenti avevano lamentato proprio le difficoltà di alcune famiglie a ottemperare alla didattica a distanza.

    "Il rilevato profilo di inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la Dad costituisce ragione di urgenza per disporre la misura cautelare", è scritto nel decreto.