Giovedì, 29 Ottobre 2020 06:57

ANNIVERSARIO/ Taranto, per i 50 anni della Concattedrale di Giò Ponti da lunedì parte il cantiere per la riqualificazione delle vasche In evidenza

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 Ricorrono il prossimo 6 dicembre i primi 50 anni dell’inaugurazione a Taranto della Concattedrale Gran Madre di Dio progettata dal noto architetto Giò Ponti e in vista dell’evento, il Comune di Taranto fa partire i lavori di riqualificazione delle grandi vasche di acqua che sono davanti al tempio. Nell’idea originaria di Giò Ponti, assecondata dall’arcivescovo di Taranto dell’epoca, Guglielmo Motolese, che volle la Concattedrale affidandosi all’allora già noto architetto, i riflessi di acqua e di luce avrebbero dovuto creare effetti particolari sulla facciata della Concattedrale che rappresenta una grande vela bianca. Ma la realtà è andata ben diversamente e spesso le vasche, nonostante più interventi parziali di ripristino fatti negli anni, da un lato non hanno funzionato e dall’altro sono state accumulo di rifiuti. Adesso l’amministrazione comunale avvia il cantiere della riqualificazione dell’opera. 

 

L'amministrazione, a seguito di un accordo quadro con Arcidiocesi di Taranto e Soprintendenza ai beni architettonici, storici e culturali, procederà al restauro dell'area antistante il sagrato della Concattedrale. L’area è caratterizzata dai tre bacini a cascata sui quali, secondo il progetto dell’architetto Ponti, la vela bianca della chiesa, alta 53 metri, avrebbe dovuto specchiarsi.Le vasche da decenni non erano più funzionanti e sottoposte al degrado del tempo, ma per il cinquantenario dell'inaugurazione delle Concattedrale, il sindaco Rinaldo Melucci e  l'amministrazione hanno voluto un progetto di riqualificazione di tutte le aree esterne, comprese le aree a verde laterali e posteriori. “In questo modo - spiega il Comune - sarà valorizzato a pieno uno dei monumenti più importanti del '900 italiano, consacrato a livello internazionale grazie anche a importanti mostre a Parigi e al Maxxi di Roma. Da lunedì sarà avviato il cantiere che si concluderà proprio il 6 dicembre, con l'inaugurazione delle rinate vasche e di tutta l'area riqualificata”. Eventi specifici, promossi dall’Arcidiocesi e dall’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, festeggeranno il cinquantenario di quella che è definita non solo tra le opere più importanti di Giò Ponti, che a Milano ha “firmato” la famosa torre Pirelli, ma della stessa architettura moderna. In programma anche una mostra che raccoglie le foto dell’epoca, i disegni di Ponti e il fitto carteggio su come avrebbe dovuto essere l’opera tra l’architetto e l’arcivescovo Motolese. Nel dicembre del 1970, Ponti spiegò la facciata della Concattedrale di Taranto come una facciata sul cielo. Disse allora l’architetto Ponti: “Ho pensato: due facciate. Una, la minore, salendo la scalinata, con le porte per accedere alla chiesa. L'altra, la maggiore, accessibile solo allo sguardo e al vento: una facciata per l'aria, con ottanta finestre aperte sull'immenso, che è la dimensione del mistero”. 

Ultima modifica il Giovedì, 29 Ottobre 2020 07:00