Martedì, 13 Ottobre 2020 15:06

C’È CHI DICE NO/ I Movimenti del fronte anti Ilva critici nei confronti dei progetti del Governo per Taranto In evidenza

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Dal fronte anti Ilva partono critiche alla missione del Governo  di ieri a Taranto. “Tutte iniziative potenzialmente utili che non sono però esenti da criticità”, così il movimento “Giustizia per Taranto” valuta i progetti di rilancio della città ufficializzati ieri dal Governo, presenti il premier Giuseppe Conte e cinque ministri,con la sottoscrizione di una serie di accordi.

    “La prima considerazione che vogliamo fare - si afferma - è che si tratta di concessioni, più che di risarcimenti, che servono soprattutto per farci ingoiare, ancora una volta, l’amara pillola del rilancio del siderurgico. Un rilancio tutto da dimostrare - si evidenzia - ed i cui danni non potranno che continuare ad essere perpetrati, ovviamente sulla nostra pelle”.

   A proposito dei “diversi cantieri per la città, dalla cessione della banchina Torpediniere, all’ospedale San Cataldo, fino all’inaugurazione della facoltà di Medicina”, “Giustizia per Taranto” rammenta “al presidente del Consiglio che lo Stato italiano deve ancora rispondere ad una sentenza della Corte di Strasburgo che ha condannato l'Italia per non aver difeso la salute dei cittadini di Taranto”. “Mittal - si afferma - è un imprenditore che, per definizione, pensa al suo profitto. E' chi ci governa che dovrebbe ricordarsi che i diritti umani sanciti dalla nostra Costituzione ad oggi continuano a non essere garantiti in terra ionica”. 

 

Secondo “Giustizia per Taranto”, “la cessione dell’ex banchina Torpediniere è un fatto estremamente positivo per il rilancio turistico e culturale del territorio, da anni auspicato, ma è il risultato di un baratto che potenzierà in realtà l’immagine militare della città. Il trasferimento della Marina - si afferma - coinciderà infatti con il rinnovo della base navale di San Vito, con l’aggiunta di ben undici nuovi ormeggi per grandi navi. Una presenza ingombrante rispetto ai propositi di rilancio ecologico della città e di quella meravigliosa porzione di territorio”.

   Perplessità  arrivano anche da “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Per il movimento, “i tarantini sono rassegnati ad accontentarsi delle briciole come se non fossero degni di pretendere di più”. Sottolineano che “facoltà universitaria”, ci si riferisce al nuovo corso di laurea in Medicina, “e la posa della prima pietra di un ospedale, di fatto dipendono da Bari, come se Taranto non dipendesse già abbastanza da una politica baricentrica”. “Liberi e pensanti” contestano il “governo che con il sorriso sulle labbra e gonfio di soddisfazione” parla “di decarbonizzazione, di idrogeno, di acciaio verde, di acquario verde e dei tanti soldi che pioveranno nelle tasche dei soliti noti”.

    I “Liberi e pensanti” hanno già incontrato il premier a Taranto in occasione di precedenti visite. “Non abbiamo lasciato niente di intentato - affermano - per due volte, nel 2019, lo abbiamo incontrato per parlare di alternative concrete alla fabbrica di morte”, il riferimento del movimento è al siderurgico, “ma evidentemente - concludono - l'impegno di cambiare il sistema Paese, resta la solita promessa”.