Venerdì, 09 Ottobre 2020 14:22

CORONAVIRUS/ DPCM e Ordinanze restrittive, l’allarme di Confartigianato “alto rischio di chiusura delle imprese e di aumento della disoccupazione” In evidenza

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Se tutti questi rumors verranno trasformati in ennesimi Dpcm del governo imposti senza alcuna concertazione e possibilità di relazione, assisteremo ad un’ulteriore moria di imprese soprattutto nel settore della somministrazione e dei servizi alla persona. A dirlo è Fabio Paolillo, segretario provinciale di Confartigianato Taranto. Crediamo che l’emergenza sanitaria non si risolva a fasce orarie e tantomeno limitando la capacità degli imprenditori di fare impresa, ma con la responsabilità di tutti,  concertando insieme a loro la possibilità di trovare soluzioni alternative, anche più incisive, per continuare a lavorare in sicurezza.

Contingentare, ad esempio, gli orari di apertura dei locali di artigiani e commercianti costringerebbe molte aziende che lavorano nei centri città ad abbassare la serranda per sempre – afferma Confartigianato . Un rischio che non possiamo permetterci di correre visto tutto quello che già è stato chiesto di fare a questi importanti settori produttivi in termini economici per adattarsi alle misure su distanziamento e igienizzazione.

Aziende che in molti posti sono già sottoposte a vincoli di sopraintendenza e sono già costrette a lavorare in condizioni di estrema precarietà, si troverebbero con nuovi vincoli orari a contingentare ulteriormente le presenze negli spazi già ridotti in cui si trovano a dover lavorare. Confartigianato si esprime con favore su tutte quelle misure che possano prevedere maggiori controlli e mascherine anche in luoghi aperti ma il vincolo delle chiusure d’impresa non può nuovamente trovare spazio in un contesto sociale ed economico dove il nostro paese, i nostri territori e le nostre economie non riuscirebbero più a sopportarlo. Sono già tante le imprese che hanno chiuso o che sono in procinto di cessare l’attività e, per dirla tutta chiaramente, non tutti settori sono poi riusciti a ripartire con serenità e profitto e di questo purtroppo non ne ha parlato più nessuno.

Quindi, ci rivolgiamo, al Governo, ma anche al Presidente della Regione Puglia ed ai Sindaci dei comuni della nostra provincia: massima attenzione a contrarre il contagio ma altrettanta attenzione a scongiurare azioni  che porterebbero ulteriori seri danni all’aconomia delle piccole e medie imprese del commercio e dell’artigianato.

Serve quindi una pianificazione il più possibile condivisa delle azioni, prevedendo da subito possibili scenari e quindi  comportamenti conseguenti, con l’obiettivo di evitare al massimo restrizioni generalizzate dei mercati che portano alla perdita di altre centinaia di posti di lavoro, anche se ciò, abbiamo già capito,  non viene poi percepito e considerato da nessuno.

Ultima modifica il Venerdì, 09 Ottobre 2020 14:34