Giovedì, 01 Ottobre 2020 21:17

LA TRATTATIVA/ ArcelorMittal, Fim Fiom e Uilm chiede al Governo di decidere, Usb conferma lo sciopero di domani In evidenza

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“Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto al Governo di accelerare con le decisioni in quanto la situazione all’interno dello stabilimento rimane precaria con le problematiche salariali e di sicurezza per i lavoratori”. Lo dicono le sigle metalmeccaniche dopo l’incontro di oggi pomeriggio al Mise su ArcelorMittal col ministro Stefano Patuanelli e l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri.

   “Patuanelli - dicono le sigle - ha rappresentato la necessità di istituire un tavolo per individuare un percorso condiviso e costruire una strategia comune per un piano della siderurgia per il nostro Paese. Mentre l’amministratore delegato di Invitalia, Arcuri, ha illustrato la fase in cui si trova la vertenza ex Ilva. Nella  fattispecie - aggiungono i sindacati - come prosegue la trattativa con ArcelorMittal che ha sottoscritto un contratto di affitto che prevedeva il rispetto di determinati requisiti produttivi e occupazionali. Condizioni che non sono state rispettate”.

 

Per i sindacati, “è emerso che si stanno discutendo le modalità con cui attuare il piano industriale previsto nell’accordo del 4 marzo, considerando la necessità di individuare nuovi strumenti di tutela per i lavoratori nella gestione della fase transitoria”.

   “Arcuri - riferiscono i sindacati - ha dichiarato che si lavora intorno a due presupposti: il più grande stabilimento siderurgico d’Europa deve lavorare con l’ introduzione di innovazione tecnologica e a regime produttivo e si conferma l’ ingresso dello Stato nel capitale dell’azienda”. I sindacati infine annunciano che “sia il ministro Patuanelli che l’ad Arcuri hanno dichiarato che l’obiettivo del Governo è quello di perseguire con ArcelorMittal quanto sottoscritto il 4 marzo scorso, rimanendo invariati i livelli occupazionali e la produzione con l’introduzione di innovazioni tecnologiche tesi all’abbattimento degli inquinanti”.

 

 Intanto Usb conferma lo sciopero di domani di 24 ore nel siderurgico ArcelorMittal di Taranto dopo l’incontro di oggi al Mise col ministro Stefano Patuanelli e l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri. Per Usb, “l’incontro svoltosi quest'oggi presso il Mise ha reso evidente che le ragioni di Usb vengono tutte confermate: ArcelorMittal va cacciata”. “L'unico elemento positivo del tavolo odierno - afferma il sindacato - è la disponibilità da parte del ministro ad aprire un tavolo complessivo sulla siderurgia nazionale. Ma su Taranto registriamo grande incertezza da parte di chi oggi dovrebbe dare risposte a migliaia di lavoratori sul piano industriale ArcelorMittal Italia”.

    Secondo Usb, “lo stesso Arcuri di Invitalia afferma che la scelta di portare Mittal in Italia è una nefasta eredità della gestione Calenda e oggi, nei fatti, afferma di non poter far altro che reclamare il rispetto di un contratto che su occupati e carichi di lavoro è del tutto disatteso, come conferma lo stesso Arcuri”. Inoltre, per Usb “è grave che si arrivi oggi con un tavolo privo di risposte e con un Governo che afferma di subire la presenza di una multinazionale che fa quello che vuole e che con arroganza non risponde a nessuno”. “Dopo il tavolo odierno - conclude Usb - chiediamo nuovamente con forza che il Governo trovi il coraggio per allontanare ArcelorMittal ed il suo ad Morselli”.