Giovedì, 01 Ottobre 2020 00:21

INCONTRI/ Taranto tappa del Festival nazionale dello sviluppo sostenibile In evidenza

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 “Taranto non solo vuole essere il laboratorio italiano del Green Deal ma ha anche delle proposte concrete su come una città può andare in direzione dell’Agenda 20-30”. Lo ha detto stamattina il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, introducendo la tappa tarantina del Festival nazionale dello sviluppo sostenibile promosso da Asvis, Associazione per lo sviluppo sostenibile. “Il fatto che Taranto stia in questo palinsesto nazionale ci inorgoglisce, vuol dire che stiamo davvero passando dalle parole ai fatti” aggiunge Melucci.

 

 “Noi - ha detto ancora il sindaco - avevamo chiaro, quando siamo arrivati, che bisognava dare una programmazione a questa città. Si fa presto a dire cambiamo modello di sviluppo, rendiamolo sostenibile, cerchiamo di essere alternativi alla siderurgia, poi bisogna metterci in campo i programmi, le azioni amministrative, i cantieri per agevolare il percorso di transizione. Lo abbiamo fatto col piano Ecosistema Taranto”. “Ma abbiamo voluto fare di più anche per il panorama italiano - ha aggiunto il sindaco di Taranto -. Abbiamo detto facciamo in modo che l’azione amministrativa sia vincolata ai “Goal” dell”Agenda 20-30 che sono il riferimento per la sostenibilità e facciamo in modo che sia qualcun altro di autorevole a misurare i progressi, la trasformazione, la nuova immagine di questa città. E quindi è nata a gennaio la convenzione con l’Università di Bari e con l’Avis con la presenza di Enrico Giovannini”.

I “Goal” dell’Agenda 20-30 sono in tutto 17 e vanno da sconfiggere la povertà a istruzione di qualità, da energia pulita ed accessibile a imprese, innovazione ed infrastrutture, da lavoro dignitoso e crescita economica a città e comunità sostenibili. Intervenuto in collegamento alla conferenza di Taranto, anche il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi. “Il futuro diverso - ha dichiarato Tozzi - sarà declinato inevitabilmente sulla sostenibilità. E quali città lo possono fare se non quelle del Sud? Per una serie di fattori, condizioni climatiche, storia, cultura. C’é molto da fare, certamente, ma bisogna scegliere per cultura e non per tecnologia”. Secondo Tozzi, “Taranto può farlo perché ha importante passato culturale che rinviene dalla sua storia. E il passato va rimesso insieme col presente”. 

 

 

 L’acciaio c’è, è stato ed è ancora una realtà importante, se avrà un futuro dovrà essere decarbonizzato, ma Taranto ha una “vocazione completamente diversa”. lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo in collegamento.

    Per Emiliano, “si può pensare in una città industriale di puntare su formazione, cultura e felicità. Non è detto che in una città industriale bisogna avere una prospettiva nera come il carbone. A volte - ha rilevato Emiliano - le opportunità sciolgono le minaccce perché scopri che hai delle possibilità di crescita che prima pensavi di poter ricavare solo dalla tua sofferenza”.  Secondo Emiliano, Taranto “può essere la città della speranza e non solo dell’utopia”. “Molte volte - ha precisato Emiliano - l’impossibile si realizza se si persegue con intelligenza e si ha un piano organizzato. Le tecnologie cambiano e mutano anche le visioni culturali e sociali. Stiamo mettendo in piedi - ha aggiunto il governatore di Puglia - una visione streegica di una città mediterranea che tiene dentro ogni elemento. Puntiamo su visioni pragmatiche perche  i tarantini sono ormai stanchi di annunci che non si realizzano” ha aggiunto il presidente Emiliano parlando di “città della formazione, sia tecnologica che umanistica. Bisogna lavorare sulle nostre teste che sono ancora bloccate - ha sostenuto Emiliano -. Dobbiamo lavorare sulla situazione attuale. Per questo lavoriamo sul sistema veloce di mobilità urbana, sul porto che si libera del carbone e diventa il grande retroporto del Sud. Ma vorremmo che Taranto  fosse anche città del cinema. Sono cose - ha specificato il presidente della Regione Puglia - che stiamo realizzando in armonia istituzionale. Ma questo non può prescindere da una decisione secca sul problema dei problemi” ha aggiunto Emiliano in riferimento al nodo ArcelorMittal. 

“La sostenibilità  è una grande opportunità per  tutti ma non tutti lo sanno perché vedono in essa una minaccia alla propria storia di profitti e di guadagni, ma questa storia sta muorendo. Perché queste aziende, oltre ad essere dannose per l’economia, muoiono e perdono profitti e mercati. In questo senso Ilva è completamente inadatta per i nuovi scenari che si vanno delineando”. Lo ha detto l’ex ministro dell’Istruzione e Ricerca, Lorenzo Fioramonti, collegandosi con la tappa di Taranto del Festival.

 

“Io - ha detto Fioramonti - ho mandato messaggi sia all’amministrazione straordinaria di Ilva, che ad ArcelorMittal. Ho detto che andavano aiutati verso il cambiamento, altrimenti, ho detto loro, fallirete voi, fallirete come società. Mittal - ha rilevato Fioramonti - ha chiuso lo stabilimento in Sudafrica, Paese nel quale ho vissuto molti anni, perché la siderurgia si sta riorientando”. “Taranto - ha aggiunto l’ex ministro - ha vissuto uno stigma incredibile, fuori dal recinto del diritto del Paese. Ora, invece, Taranto deve darsi una nuova visione, ambiziosa”.  “Taranto - ha sostenuto Fioramonti - può diventare un laboratorio di avanguardia. Siamo ad un punto di non ritorno e non possiamo non utilizzare l’opportunità del Tecnopolo per puntare sulla decarbonizzazione dell’economia. Abbiamo già fatto confronti con tante aziende:Snam, Leonardo, Enel. Esistono le condizioni per cambiare  in virtù di un fallimento di un modello industriale”, ha concluso.