Martedì, 29 Settembre 2020 00:12

DELITTO DI LECCE/ Svolta nelle indagini, fermato 21enne studente in Scienze infermieristiche, aveva abitato nella casa dove è avvenuto l’omicidio In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 Ha 21 anni il presunto assassino di Daniele De Santis e Eleonora Manta.     L'uomo è uno studente di Scienze infermieristiche di Casarano, ed attualmente è sottoposto a fermo come indiziato di delitto.

 Il procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone De Castris, nel corso del breve incontro con i giornalisti organizzato all'esterno della sede del comando provinciale dei carabinieri di Lecce, ha aggiunto che tutto lascia pensare a una azione ampiamente premeditata, sulle cui motivazioni si sta ancora tentando di fare chiarezza. 

 

«Il fermato- ha detto il procuratore in apertura di conferenza stamp- è Antonio De Marco, 21 anni, originario di Casarano, studente di Scienze infermieristiche, con tirocinio all'ospedale Vito Fazzi.”

 

    Non vi è stata ancora una confessione da parte del presunto responsabile del duplice omicidio messo in atto con particolare efferatezza, che ha sconvolto la comunità salentina. 

Lo studente, originario di Casarano, aveva preso una stanza in affitto a Lecce, dove studiava scienze infermieristiche. Ha vissuto nella casa di via Montello, dove è avvenuto il delitto, fino all'agosto scorso.

 

Dunque, ha spiegato il procuratore, le lezioni della Facoltà di Scienze infermieristiche frequentata dal giovane di Casarano si svolgono all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, città dove il sospettato pare abbia vissuto proprio per poter seguire il corso di studi, prendendo appunto in affitto una stanza nell'appartamento di Daniele De Santis, al civico 2 di via Montello. 

    “La ricostruzione dell'episodio si è rivelata subito molto complessa – ha detto ancora De Castris – sia inizialmente, sia per un lungo tratto della vicenda che è durata una settimana. L'unica cosa che non è stato possibile ricostruire, secondo l'impostazione accusatoria, è il movente che è soltanto parzialmente ricostruito. Questo per noi ha rappresentato una grande difficoltà iniziale perché senza un movente è difficile stabilire qual è la pista da imboccare ed è per questo che ci siamo attenuti unicamente a dati tecnici”.

    Il giovane  è stato fermato dai carabinieri di Lecce come “indiziato di delitto”, per il duplice omicidio dell'arbitro 33enne leccese, Daniele De Santis e della sua fidanzata, Eleonora Manta, 30 anni, funzionaria dell'Inps, ha precisato sempre il procuratore della Repubblica, Leonardo Leone De Castris, incontrando i giornalisti. 

 

"Ci auguriamo che farà una confessione", ha detto il procuratore di Lecce, Leonardo Leone de Castris, riferendosi al giovane che stasera è stato fermato come presunto omicida di Daniele De Santis e Eleonora Manta.

    "La città di Lecce oggi esce da un incubo", ha aggiunto.

 

 Le difficoltà riscontrate sin dall'inizo delle indagini del duplice omicidio di via Montello, a Lecce, hanno spinto il procuratore della Repubblica, Leonardo Leone De Castris, a creare uno speciale pool composto, tra gli altri, da due procuratori aggiunti e dal sostituto assegnatario del fascicolo.

    “Il lavoro di polizia giudiziaria è stato brillantissimo, e non esagero – ha spiegato De Castris - Ma veramente in questa situazione di difficoltà i carabinieri del comando provinciale si sono dimostrati eccellenti come sempre, sono stati impiegati ed hanno preso parte attiva alle indagini, insieme ai Ros, con la partecipazione dei reparti scientifici per i rilievi".

    "La ricostruzione delle responsabilità secondo l'impostazione accusatoria si - ha detto ancora - fonda su elementi di prova rinvenibili principalmente su dati tecnici, come la gestione dei filmati delle telecamere, intercettazioni, una parziale e preliminare perizia di comparazione grafica”. La scrittura trovata sul bigliettino che il presunto assassino, Antonio De Marco, 21 anni, di Casarano, avrebbe perso per strada dopo il delitto, è stata confrontata con quella dei documenti depositati in Prefettura e in Comune.

    Sono state svolte attività di polizia tradizionali, per rintracciare l'assassino, come pedinamenti, riprese filmate del presunto responsabile, comprese “immagini di telecamere che, per fortuna, non sono state pubblicate dai media in questi giorni”, ha precisato De Castris.

    Di indubbia rilevanza è stato anche “l'accertamento che il soggetto è stato coinquilino delle vittime, cioè affittuario di una stanza nei mesi precedenti e verosimilmente fino all'agosto scorso”: durante l'incontro con i giornalisti non sono state ammesse domande, ma il riferimento alla “stanza” fatto da procuratore riguarda evidentemente l'alloggio di via Montello di cui Daniele De Santis affittava alcuni locali.