Lunedì, 21 Settembre 2020 14:54

ALTA TENSIONE/ SOS dei sindacati al Governo “la fabbrica è insicura” In evidenza

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Presidio dalle 7 di domattina davanti portineria C del siderurgico di Taranto per impedire l’ingresso e l’uscita delle merci dallo stabilimento; 24 ore di sciopero giovedì prossimo in tutta la fabbrica coinvolgendo sia i dipendenti diretti che quelli delle imprese appaltatrici; autoconvocazione sempre giovedì a Roma presso Palazzo Chigi di lavoratori e sindacati. Sono le tre iniziative di protesta decise oggi a Taranto dai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb e ufficializzate con un documento congiunto. Inviato a presidenza del Consiglio, ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, nonché alla Prefettura di Taranto, nel documento le sigle sindacali sostengono che “la fabbrica è insicura. Sono oramai pesantissime ed inaccettabili - si sostiene -  le ricadute determinatesi attorno alla vertenza ArcelorMittal, dove multinazionale e Governo hanno deciso ciò che questo territorio non merita: ovvero di non decidere”. Per i sindacati, “la condizione di abbandono ed insicurezza degli impianti e dei lavoratori sono divenute tali da non poter permettere ulteriori considerazioni di circostanza sulla profonda lacerazione di un sistema che, ad ogni ora che trascorre, fa tremare e mette a serio rischio l’incolumità delle persone”. “Inoltre - aggiungono i sindacati - nessuna considerazione può essere formulata per quanto attiene le ricadute in termini ambientali, vista la parziale o in alcuni casi totale applicazione della messa in sicurezza degli impianti, che questo protratto stato di cose, nei fatti, tiene sotto scacco un territorio e una cittadinanza devasta”. 

 

Citando la lettera inviata al Governo nella serata del 18 settembre sulla crisi ArcelorMittal, i sindacati sostengono che “l’assordante silenzio unito al totale immobilismo registrato in queste interminabili ore da parte della politica e delle istituzioni, peraltro ingiustificato, traccia oramai scontata l’incertezza sulle reali intenzioni del Governo italiano. Infatti, quest’ultimo - dicono ancora i sindacati - si ostina a non convocare un incontro chiarificatore per il futuro e la gestione dell’attuale emergenza della fabbrica e di un intero territorio che da troppi anni si trascina”. “Tutte le nostre denunce cadute nel vuoto, unite ad una fabbrica che si avviluppa attorno alla disgregazione delle certezze sotto ogni aspetto, ed il parziale o completo disinteresse dei soggetti vari decisionali, hanno materialmente prodotto la disperazione in esasperazione - affermano ancora le organizzazioni metalmeccaniche -. Governo e multinazionale si sono assunti il grave onere di aver sancito l’ingovernabilità del momento e, per questo, rinnoviamo a il prefetto di Taranto la richiesta convocazione immediata”, concludono i sindacati.