Lunedì, 21 Settembre 2020 13:21

ALTA TENSIONE/ Bloccata per un’ora la strada davanti a ArcelorMittal, domani blocco delle merci, giovedì a Roma In evidenza

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Un gruppo di lavoratori del siderurgico ArcelorMittal, circa una sessantina, ha bloccato la strada davanti alla fabbrica. I lavoratori, cassintegrati, sono giunti mentre era in corso la riunione dei sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb per decidere quali proteste intraprendere a fronte della fermata di nuovi impianti in fabbrica scattata da oggi. A quel punto sono usciti i sindacalisti dalla riunione e si sono uniti ai lavoratori in presidio sulla strada. Lo apprende AGI da fonti sindacali.

 

“Da domani bloccheremo le merci in ingresso nel siderurgico di Taranto di ArcelorMittal”. Lo annuncia ad AGI il segretario Uilm, Antonio Talò, dopo la riunione di questa mattina dei sindacati. “Fare sciopero sarebbe quasi inefficace perché abbiamo una disposizione del prefetto di Taranto, che risale al periodo del Covid, che prevede la soglia di almeno 3500 presenze giornaliere nello stabilimento e allora abbiamo deciso per un’altra forma di protesta, il blocco delle merci - afferma Talò -. Inoltre, ci siamo autoconvocati per giovedì prossimo a Roma, sotto la sede di Palazzo Chigi, per pretendere dal Governo l’avvio di un percorso certo di discussione sul futuro del gruppo ArcelorMittal. Basta con questa trattativa di cui non sappiamo assolutamente nulla. Sono trascorsi molti mesi senza che il Governo abbia fatto nulla e adesso a Taranto la situazione in fabbrica tra 4mila lavoratori in cassa integrazione, impianti fermi, produzione quasi inesistente e manutenzioni che non si fanno mettendo a grave rischio la sicurezza, è davvero giunta ad un punto limite”. “La protesta di stamattina dei lavoratori - afferma Talò riferendosi ai circa 60 che stanno occupando la strada davanti al siderurgico - è stata spontanea ma noi, come sindacati, non potevamo non unirci perché condividiamo interamente le loro preoccupazioni e il loro stato d’animo”.

Il blocco dopo circa un’ora è stato rimosso  dai lavoratori e dai sindacalisti