Venerdì, 11 Settembre 2020 14:52

ALTA TENSIONE/ ArcelorMittal vuole mettere altri mille lavoratori in cassa Covid e c’è chi sta ricevendo le lettere senza la data di rientro in fabbrica In evidenza

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Sta creando molta preoccupazione tra i lavoratori del siderurgico di Taranto ArcelorMittal la notizia che l’azienda da lunedì prossimo intende aumentare la cassa integrazione Covid. Lo dichiarano ad AGI fonti sindacali, rilevando che ArcelorMittal vuole portare le presenze in fabbrica a circa 3mila unità in linea con una produzione di 3 milioni di tonnellate di acciaio l’anno. In tal caso, la cassa integrazione che oggi coinvolge circa 4mila addetti, salirebbe di un altro migliaio di unità nell’ambito della richiesta massima fatta dall’azienda che è pari a 8100 dipendenti. La preoccupazione dei lavoratori, spiegano le fonti sindacali, deriva anche dal fatto che ci sono dipendenti che stanno ricevendo la lettera di messa in cassa integrazione che indica anche la data del rientro in fabbrica (due-tre settimane, secondo il reparto di appartenenza) ed altri, invece, che stanno ricevendo solo la comunicazione di cassa senza indicazione di ritorno al lavoro. Le fonti aggiungono che anche oggi l’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, ha tenuto riunioni a Taranto con la prima linea manageriale dello stabilimento. Da alcune aree del siderurgico, rilevano le fonti ad AGI, sarebbero emerse perplessità nel ridurre ancora la forza lavoro presente. L’ad Morselli è intanto attesa alla call col Governo e con le associazioni datoriali, in programma nella tarda mattinata di oggi, per il tema delle aziende dell’indotto-appalto che reclamano consistenti pagamenti arretrati non effettuati dal committente lavori.