Mercoledì, 09 Settembre 2020 18:33

IL DOCUMENTO/ Consiglio di fabbrica in ArcelorMittal, i delegati puntano l’indice contro Conte “non scioglie troppi nodi” In evidenza

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Sulla crisi di ArcelorMittal “migliaia di lavoratori e cittadini vivono nella totale incertezza” e c’è una “fase di pericoloso stallo determinatata da un Governo che, per quanto attiene la siderurgia, ha tristemente deciso di non decidere”. Lo dichiarano Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm nel documento del consiglio di fabbrica del siderurgico riunito oggi a Taranto. Saranno le assemblee in programma nei prossimi giorni a decidere le iniziative di proteste. Non si esclude una manifestazione a Roma, ma in tal caso si farebbe dopo le elezioni regionali. Per i sindacati, ”preoccupano le ultime dichiarazioni rilasciate dal primo ministro Conte, il quale si limita solo ed esclusivamente a formulare in buona parte concetti astratti che, di fatto, non sciolgono i troppi nodi e le preoccupazioni dei lavoratori e dei cittadini”.

 

“Continuiamo ad assistere a trattative in stanze chiuse tra Governo ed azienda - dichiarano le sigle metalmeccaniche - con l’esclusione sistematica dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali, lasciando materialmente nelle mani della multinazionale la gestione scellerata della fabbrica, senza invece fare ciò che un’istituzione responsabile avrebbe dovuto fare: la verifica e l’applicazione dell’unico accordo ad oggi vigente, quello del 6 settembre 2018”. Secondo le federazioni metalmeccaniche, “all’interno della fabbrica permane uno stato critico e di abbandono degli impianti che mette a serio rischio la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori per la quasi assenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Una situazione insostenibile - si rileva - che ha prodotto denunce ed esposti da parte di Fim, Fiom e Uilm, depositate presso le istituzioni preposte e che continueranno ad essere costantemente monitorate ed integrate, ove necessario”.

    Per i sindacati, è “necessario l’attivazione di un tavolo di confronto da parte del prefetto di Taranto per assumere il coordinamento attraverso una forte azione istituzionale che coinvolga congiuntamente gli organi di vigilanza quali Arpa, Ispettorato del Lavoro, Inail, Spesal”. Bisogna “porre la parola fine - proseguono - alle precarie condizioni di sicurezza impiantistiche”. C’è inoltre la richiesta ad Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli stabilimenti dati in fitto ad ArcelorMittal, di acquisire, “a valle delle ispezioni condotte dalla task force aziendale, gli esiti sulle perizie effettuate nei mesi addietro”. Questo per “consentire un quadro di valutazione puntuale”. Dopo le assemblee,  i sindacati assumeranno una “sola ed unica forma di protesta,  che revocheremo esclusivamente - concludono le sigle metalmeccaniche - nel momento in cui il Governo italiano fornirà ai lavoratori risposte certe sul futuro occupazionale ed ambientale”.