Lunedì, 24 Agosto 2020 15:19

CORONAVIRUS/ Al via allo Spallanzani di Roma la sperimentazione del vaccino tutto italiano In evidenza

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Sono almeno 202 in tutto il mondo, secondo l’Osservatorio del Milken Institute di Pasadena, i vaccini in fase di sviluppo e di questi appena 24 sono quelli che sono stati avviati a sperimentazione clinica.

Tra questi c’è anche un vaccino italiano avviato alla sperimentazione proprio nella giornata di oggi, presso l’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma.

Il primo volontario, primo di un gruppo di 90 persone già selezionate, è una donna di 50 anni di Roma, la cui identità è stata mantenuta anonima per ovvie ragioni, a cui alle 8.30 di questa mattina è stata inoculata la prima dose con la quale, di fatto, si è dato inizio all'iter della sperimentazione. Nei prossimi mesi questa volontaria si sottoporrà ad una serie di ravvicinati controlli periodici che serviranno ai ricercatori per verificare la sicurezza e la tollerabilità, nonché eventuali effetti collaterali del medicinale.

“Se tutto andrà per il meglio e termineremo questa sperimentazione entro l'anno, potremmo avere il vaccino in primavera su base commerciale” ha dichiarato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia.

Il vaccino, realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera, ha superato i test preclinici effettuati sia in vitro che in vivo su modelli animali che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria e il buon profilo di sicurezza. Successivamente, questo prodotto ha ottenuto l’approvazione della fase 1 della sperimentazione sull’uomo da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Comitato Etico Nazionale per l’Emergenza Covid-19.

Quella di oggi è quindi una tappa importante di un percorso iniziato nello scorso marzo, grazie all’impegno del Ministero della Ricerca Scientifica e la Regione Lazio che, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno deciso di finanziare il progetto con 8 milioni di euro (di cui 5 a carico della Regione e 3 del Mur), individuando nell’INMI “Lazzaro Spallanzani” di Roma e nel Consiglio Nazionale delle Ricerche i partner operativi per la realizzazione della sperimentazione.

ReiThera Srl, ideatrice del vaccino, è una società con sede a Castel Romano, costituita nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani che avevano ideato l’utilizzo dell’adenovirus dello scimpanzé come “navicella” su cui innestare il materiale genetico necessario per realizzare vaccini contro malattie infettive come Epatite C, malaria, virus respiratorio sinciziale, ed Ebola.

Sulla base di questa esperienza, ReiThera ha recentemente sviluppato il nuovo vettore virale, GRAd32, isolando un adenovirus di gorilla che negli studi preclinici ha indotto una forte risposta immunitaria, sia umorale che cellulare, contro le proteine veicolate, dimostrando inoltre un buon profilo di sicurezza.

Attraverso tecniche sofisticate questo virus, assolutamente innocuo per l’uomo, è stato modificato per azzerarne la capacità di replicazione; successivamente è stato inserito al suo interno il gene della proteina S del SARS-CoV-2, il principale bersaglio degli anticorpi prodotti dall’uomo quando il coronavirus penetra nell’organismo.

Una volta iniettato nelle persone, questo virus modificato, o meglio la proteina S che trasporta, provocherà la risposta del sistema immunitario dell’organismo, ovvero la produzione di anticorpi in grado di proteggere dal virus SARS-CoV-2.