Mercoledì, 29 Luglio 2020 22:12

IL CASO/ I Cinque Stelle correggono il tiro, ArcelorMittal dovrà usare le acque reflue e non più quelle del Sinni In evidenza

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“L’opera si realizzerà e il sottosegretario non porrà veti ma solleciterà i vari enti coinvolti a procedere con l’opera”. A dirlo i parlamentari M5S, Giovanni Vianello e Giampaolo Cassese, a proposito dell’utilizzo, da parte del siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, a Taranto, dell’acqua trattata dei depuratori della città anziché usare, come avviene attualmente per le esigenze di produzione, l’acqua del Sinni prelevata in una quantità di 500 litri al secondo attraverso l’Acquedotto pugliese. I due deputati M5S hanno incontrato oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco, per un punto di situazione. Venerdì scorso, in un vertice in Prefettura a Taranto, presieduto dal stesso Turco, emerse infatti che il progetto relativo all’uso per la fabbrica dell’acqua dei depuratori, non poteva andare avanti e fu annunciato che i reflui della deputazione sarebbero stati canalizzati verso l’agricoltura ed altri settori.

 

Secondo Vianello e Cassese, “l’importanza  di questo progetto, che è anche una prescrizione Aia, è molteplice. Da una parte - affermano i parlamentari - sostituirà l’acqua potenzialmente potabile, che attualmente viene utilizzata dall’Ilva di Taranto, con i reflui depurati e affinati dei depuratori civili. Dall’altra - proseguono - eviterà lo scarico in mare dei reflui dei depuratori civili, contribuendo a migliorare la qualità delle acque di Taranto. Sarà quindi possibile liberare l’acqua potenzialmente potabile per scopi civili e irrigui e non per le industrie, un’azione urgente quanto necessaria visto la costante crisi idrica che investe la Puglia”. I due parlamentari sottolineano che “l’opera in questione è in programma da oltre 15 anni, già finanziata con 14 milioni di euro di risorse statali, e doveva essere realizzata da tempo dalla Regione Puglia attraverso la partecipata Acquedotto Pugliese. Per quanto riguarda il Pd - concludono - siamo contenti che condivida l’idea della strategicità dell’opera, ma non possiamo sottrarci dal sottolineare come proprio il Pd, in 15 anni di governo regionale, non abbia mai dato impulso a realizzare l’opera”. A favore dell’uso delle acque di depurazione per il siderurgico si sono già schierati i consiglieri regionali della Puglia, Fabiano Amati e Marco Galante, nonché Legambiente.