Mercoledì, 22 Luglio 2020 07:42

BOTTA E RISPOSTA/ Patuanelli “la decarbonizzazione del siderurgico di Taranto si farà”, Bentivogli “è solo sulla carta e il 2026 è lontano” In evidenza

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Per quanto riguarda Ilva, ribadisco quanto detto negli scorsi giorni. Proprio grazie alle dotazioni finanziarie che arriveranno nel nostro Paese e al dialogo costante con il commissario Timmermans, il passaggio alla totale decarbonizzazione dello stabilimento è un passaggio che dobbiamo fare, lo dobbiamo alla città di Taranto e ai cittadini di quella Regione. Certamente ci sarà l'entrata dello Stato". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a margine dell'assemblea di Coldiretti. 

 

Bentivogli “è solo sulla carta”

 

“La decarbonizzazione è solo sulla carta”. Lo ha detto in relazione ad ArcelorMittal, ex Ilva, l’ex segretario generale Fim Cisl, Marco Bentivogli, a margine a Taranto, della presentazione di un libro “Le colpe del Sud” del direttore del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, Claudio Scamardella, insieme all’autore e al consigliere regionale Puglia, Francesca Franzoso. “Dire che si arriverà all’idrogeno nel 2026 è sicuramente un programma di lungo respiro, ma talmente lungo che bisogna pensare a quello che sarà il respiro da qui al 2026 e se significa 20 mila persone in cassa integrazione, di sicuro è quello che il Sud  non può assolutamente accettare” ha detto Bentivogli. “Bisogna reimmaginare un piano industriale ed un piano ambientale come quello che avevamo sottoscritto - ha proseguito Bentivogli in relazione all’accordo al Mise di settembre 2018 - che prevedeva più tappe, ma prevedeva l’assenza di esuberi e la riconversione dell’area a caldo progressivamente. Per cui utilizzando il tempo, non lasciare a casa le persone, bonificare l’azienda, rispettare l’ambiente, e fare in modo che questa azienda non esca fuori mercato”. “Dopo il 2026 nessuno ha idea di cosa può accadere al mercato dell’acciaio - ha sostenuto Bentivogli -. Attendere così tanto tempo può essere molto pericoloso”. 

 

La Fim Cisl, ha aggiunto Bentivogli, "è sempre stata accanto ai lavoratori con una modalità particolare: quella di pensare anche al fatto che è importante la produzione siderurgica in Italia, è assolutamente un asset strategico dell’industria italiana. Il dramma vero è che entra lo Stato e disimpegna il privato”. “È una cosa - ha detto ancora Bentivogli - che qualcuno considera addirittura di sinistra evitare che ArcelorMittal paghi un miliardo e ottocento milioni e quello che non mette ArcelorMittal, lo mettono gli italiani. Io credo che accanto allo Stato, anche in una partecipazione parziale, serva sempre un investitore industriale vero capace di produrre acciaio”. Più in generale, ha concluso, "non sono d’accordo sulle nazionalizzazioni, penso che ci possano essere delle partecipazioni parziali e temporanee dello Stato per le aziende strategiche e quelle che hanno precise caratteristiche”.