Lunedì, 20 Luglio 2020 12:45

LO STRAPPO/ I Liberi e Pensanti non parteciperanno al confronto organizzato dal PD su ArcelorMittal “non vogliamo renderci complici di nessuna operazione di green washing di nessun partito” In evidenza

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 Il movimento “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” di Taranto non parteciperà stasera all’incontro promosso dal Pd di Taranto per un confronto sui problemi del siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva. Lo annuncia lo stesso movimento, nel quale ci sono lavoratori ed ex lavoratori dell’acciaieria, ex delegati sindacali, cassintegrati, ambientalisti, e che da tempo chiede chiusura della fabbrica, bonifica impiegando il personale oggi in forza al siderurgjco e riconversione economica della città.

   “Abbiamo deciso di non partecipare a questo “tavolo di confronto” - e da tutti quelli promossi da chi non crede che una Taranto senza inquinamento industriale possa esistere - perché non vogliamo renderci complici di nessuna operazione di green washing di nessun partito” sostengono i “Liberi e Pensanti. Abbiamo declinato l'invito del Pd - si evidenzia -perché riteniamo lesivo della nostra dignità aprire un confronto, evidentemente falso, con un partito autore della gran parte dei 13 decreti “Salva Ilva”, autore del contratto di vendita che, nei fatti, ha svenduto ancora una volta Taranto con la complicità dei sindacati che il 6 settembre 2018 firmarono l’accordo con ArcelorMittal ed oggi, come se non bastasse, insieme al M5S, continua a prendere in giro gli italiani raccontando la tragica favola di una fabbrica pulita e di un acciaio green”.

   “Insieme a tutte le associazioni, Flm-Uniti Cub e cittadini non abbiamo lavorato a Piano Taranto, presentando delle linee guida di un probabile accordo di programma, per chiedere una riconversione della fabbrica ad idrogeno o per chiudere la sola area a caldo - sostengono i “Liberi e Pensanti” -. Le proposte contenute in quel piano suggeriscono azioni concrete che si possono fare per cambiare davvero il volto di questa città. Non ci saremo - concludono i “Liberi e Pensanti” - perché non credevamo all’acciaio brillante di Mittal e non crediamo all’acciaio verde del Pd, del M5S, del premier Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo Economico. Non crediamo ad altro che ai numeri di morti, malati e disoccupati che continueranno a crescere finché un solo motore di quella fabbrica sarà acceso”.