Mercoledì, 08 Luglio 2020 08:01

POLVERI SU TARANTO/ Ai Tamburi picchi di PM10 fino a 172 nanogrammi per metro cubo. Nello stabilimento valori molto più alti In evidenza

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“Durante la giornata del 4 luglio le concentrazioni di pm10 registrate dalle centraline della qualità limitrofe all’area industriale hanno mostrato dei significativi incrementi con un picco particolarmente alto (sino a 172 nanogrammi per metro cubo) nella centralina Tamburi-via Orsini facente parte della rete ex Ilva, l’unica esterna allo stabilimento siderurgico alla quale sono applicabili i valori limiti previsti dal decreto legislativo n. 155 del 2010”. Lo comunica Arpa Puglia, agenzia per l’ambiente della Regione. Nel pomeriggio di sabato scorso a Taranto, quando una grande nube di polvere siderurgica e ferrosa si è sollevata dal siderurgico ArcelorMittal colpendo pesantemente le aree urbane vicine alla fabbrica a partire dai quartieri Tamburi e Paolo VI. Il report di Arpa Puglia è stato trasmesso al ministero dell’Ambiente, che ieri è già intervenuto sul caso, e a Regione Puglia, Prefettura, Provincia, Comune e Asl Taranto. Arpa Puglia, in una lettera  firmata dal direttore generale, Vito Bruno, e dal direttore scientifico, Vincenzo Campanaro, conferma che oggi l’agenzia ha partecipato a una ispezione straordinaria in ArcelorMittal insieme ad Ispra e che per ciò che è accaduto nel pomeriggio del 4 luglio, ora “sono in corso ulteriori accertamenti tecnici che potranno consentire di inquadrare meglio il fenomeno ed individuare la causa dell’innalzamento delle concentrazioni di polveri”. Il 4 luglio, il valore massimo orario di pm10 registrato in via Machiavelli, ai Tamburi, dove vi è un’altra centralina, è stato di 95 microgrammi per metro cubo, sempre alle 16. 

 

 All’interno del siderurgico, invece, registrati i valori massimi biorari, alle 16 del 4 luglio, di 294 microgrammi per metro cubo nella cokeria, di 187 microgrammi a meteo parchi, di 91 microgrammi in direzione, di 72 microgrammi alla portineria, di 176 microgrammi al Rivestimento 1 e di 168 microgrammi nel rione Paolo VI di Taranto. Tranne che a Paolo VI, dove il campionamento è stato effettuato dalle 12 alle 14 di sabato, in fabbrica è stato invece svolto dalle 14 alle 16. Per Arpa Puglia, “è verosimile dedurre che con i venti prevalenti Sud-Ovest”, il fenomeno delle polveri registrato abbia prima interessato il rione Paolo VI e successivamente, “con la rotazione dei venti da Nord”, “abbia interessato le centraline poste nel quartiere Tamburi” con un massimo alle 16 del 4 luglio. “Il fenomeno, pur di breve durata - spiega - ha comportato un notevole innalzamento delle concentrazioni di pm10 con valori ben superiori ai limiti di legge di 50 microgrammi per metro cubo (media giornaliera) in tutte le stazioni di controllo interne ad AmInvestco Italy”, la società di ArcelorMittal che gestisce il siderurgico di Taranto, “ed in quelle poste nelle vicinanze dello stabilimento”. Per Arpa, infine, “le centraline collocate all’interno dello stabilimento, dal quale il contributo di polveri presumibilmente proveniva, mostrava valori ancora maggiori, in particolare per le centraline cokeria e meteo parchi”. Le polveri sollevate, si specifica, “sono costituite in gran parte da particelle grossolane la cui frazione di particolato (ovvero il pm10) è assai inferiore rispetto al particolato proveniente, per esempio, da processi di tipo termico o combustivo”. Non sono stati riscontrati il 4 luglio “apprezzabili aumenti delle concentrazioni degli altri inquinanti”come benzene e idrocarburi policiclici aromatici. Infine, il 5 luglio “in nessuna delle centraline esterne allo stabilimento si sono registrati valori medi giornalieri superiori al limite previsto”.