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Domenica, 05 Luglio 2020 16:17

POLVERI SULLA CITTÀ/ Marescotti al ministro Costa “stiamo costituendo un Comitato che non vi darà tregua” In evidenza

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Gli ambientalisti di Taranto rilanciano la battaglia su ArcelorMittal, ex Ilva, dopo che il maltempo di ieri pomeriggio ha sollevato dalla fabbrica, trasportandole sul vicino quartiere Tamburi e invadendo case, piazze e strade, un’enorme quantità di polveri ferrose e minerali. Alessandro Marescotti, portavoce di Peacelink, una delle associazioni più attive sul fronte contrario all’acciaieria, scrive al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e annuncia che “da domani a Taranto costituiremo un comitato cittadino che incalzerà costantemente il suo ministero. E da lei attenderemo le risposte dello Stato".

 

"Domani - annuncia ancora Marescotti - firmeremo l'atto costitutivo di Comitato Cittadino che conserverà a Taranto tutte le prove delle vostre eventuali inadempienze e negligenze. Sarà un comitato che raccoglierà associazioni e cittadini”. “Siamo profondamente delusi di quello che non state facendo. Ci aspettavamo un altro senso dello Stato” afferma il portavoce di Peacelink. Che poi con riferimento a quanto accaduto ieri pomeriggio, sostiene: “Sembrava impossibile che potesse accadere, una volta coperti i parchi minerali, ma è accaduto. E questo dimostra che la copertura dei parchi minerali non è ancora risolutiva. Le chiediamo di darci una risposta, avviando un'indagine conoscitiva sulle ragioni di quanto è successo ieri”: così Peacelink  sollecita il ministro dell’Ambiente, Costa. “Stiamo raccogliendo e catalogando tutto il materiale di documentazione. Tanti testimoni hanno fotografato e filmato - dice ancora Marescotti -. Da questo momento in poi, non potrete più dire, come è stato fatto fino a ora, che è risolto il problema delle polveri a Taranto e che l'emergenza dei Wind Day è un ricordo del passato. No, signor ministro - prosegue Peacelink rivolgendosi a Costa -, il problema c'è ancora e le metteremo a disposizione tutta la documentazione per smentire l'ottimismo di una narrazione che confligge con la realtà. E la realtà è - lo controlli lei stesso - che ben sei parchi secondari, colmi di polveri industriali, non sono stati coperti. Vari chilometri di nastri trasportatori sono scoperti, e quelli coperti sono intasati di polveri che non defluiscono”. “Invece di invocare la celerità - sostiene l’associazione Peacelink - voi state concedendo proroghe e deroghe alle prescrizioni dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Viene meno la certezza delle norme. ArcelorMittal - si afferma - ha chiesto di non coprire i parchi secondari, quelli che in cui si sono originate le nuvole di polvere di ieri, e comunque tutto si posticiperà al 2023 o dopo ancora, visto che siete ben disposti a concedere altro tempo purché la multinazionale non vada via”.

 

 “Quella polvere color rosso vergogna che, a causa di una tromba d’aria, si è alzata dai parchi secondari dell’ex-Ilva, troppo assomiglia alla colorazione che nel tempo hanno assunto i marmi, originariamente bianchi, che ricoprono i nostri defunti. Assomiglia in modo strabiliante al rosso vergogna che dovrebbero provare tutti coloro che hanno amministrato la Res publica in questi ultimi anni, compreso le opposizioni”. Lo dice l’associazione “Genitori Tarantini”  a proposito della nube rossastra che ieri pomeriggio ha invaso il quartiere Tamburi di Taranto, vicinissimo all’acciaieria ArcelorMittal, perché il maltempo e il vento hanno sollevato ingenti quantità di polveri ferrose e siderurgiche dallo stabilimento riversandole sulle strade e sulle case e provocando forti proteste da parte dei residenti. 

 

 Oltre ad annunciare un esposto, il sindaco ha dichiarato  che domani non parteciperà ai sopralluoghi promossi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco, per verificare la disponibilità di aree dove insediare nuovi progetti finanziati dal Contratto istituzionale di sviluppo. Tra questi, quello relativo ad un acquario. Al sopralluogo è prevista la presenza di tecnici della presidenza del Consiglio e del ministero dei Beni Culturali. Il sindaco Melucci annuncia invece che domani, insieme all’assessore all’Ambiente, Annalisa Adamo, e ai tecnici della Direzione comunale Ambiente,analizzerà “gli interventi conseguenti ai gravi fatti registrati dallo stabilimento siderurgico in data 4 luglio”. 

 

 

 

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