Domenica, 05 Luglio 2020 10:42

POLVERI SU TARANTO/ L’assessore comunale all’Ambiente Adamo “l’area a caldo va chiusa” In evidenza

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“È inaccettabile che ancora si ritenga compatibile con la città un tale sito industriale”: è l'atto d'accusa del Comune di Taranto espresso dall’assessore all’Ambiente, Annalisa Adamo, dopo che sabato pomeriggio l’ondata di maltempo abbattutasi sulla città ha sollevato dallo stabilimento siderurgico ArcelorMittal grandi quantitativi di polveri siderurgiche e minerali che si sono riversate sul vicino quartiere Tamburi. “Se è stato possibile per la Nazione chiudere il 9 aprile scorso l'area a caldo della Ferriera di Servola Trieste, ricollocando i dipendenti, mi chiedo - afferma Adamo - perché ancora a Taranto si continuino a somministrare soluzioni inefficaci che prolungano l'agonia di un intero territorio e dei suoi abitanti”. 

 Le polveri provenienti da ArcelorMittal hanno infatti coperto il  rione Tamburi con una vera e propria nube di colore rossastro e ferro. Le polveri, sollevate dal vento forte, provenivano dalle tante aree dell’acciaieria non soggette a copertura (quest’ultima riguarda infatti solo i parchi minerali, i nastri trasportatori e altre strutture ma non è ancora completata). Moltissime, in proposito, le proteste dei cittadini sui social, che hanno segnalato la grave invisibilità del rione, e tanti anche i video girati per documentare in diretta quanto avvenuto. il Comune di Taranto, quanto è accaduto ha “messo in evidenza, in maniera clamorosa e inconfutabile, le mancanze del sistema di tenuta dei materiali del ciclo produttivo industriale”. Inoltre, si prosegue, “ciò che affermava il sindaco Rinaldo Melucci, già da diverso tempo, in merito all'insufficienza delle coperture dei parchi minerali e che l’ad di ArcelorMittal  ha liquidato a “Porta a Porta” con semplicistico slogan “L'Ilva è viva”, ha avuto il riscontro nella giornata di sabato”.

    “Inoltre - commenta Adamo - l'aver escluso gli enti territoriali ed esponenziali dai tavoli delle decisioni ha determinato un pericoloso abbassamento del livello di fiducia nei confronti del Governo”. Proprio ieri mattina infatti sindaco di Taranto, sindaci dell’area di crisi ambientale di Taranto e presidenti di Provincia e Camera di Commercio hanno presentato un documento congiunto in cui chiedono al Governo di fermare il confronto con ArcelorMittal, protestando per il fatto di non essere stati nè ascoltati, né coinvolti, e chiedono infine allo stesso Governo di non avere più a che fare con la stessa ArcelorMittal.