Sabato, 04 Luglio 2020 16:33

GLI ENTI LOCALI SI MOBILITANO / Il Governo mandi via Mittal e ci convochi per accordo di programma. Taranto come Ustica, basta muro di gomma In evidenza

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“Se qualcuno a Roma, come può anche essere, continua a chiudere accordi sulle teste, deve sapere che da oggi siamo in convocazione permanente e valuteremo - chiaramente informeremo prefetto e Questura -tutti i passaggi doverosi che riteniamo di fare per portare a casa l’accordo di programma. Il Governo si fermiamo , mandi via Mittal, chiami il territorio, e apra il tavolo dell’accordo di programma”. Lo ha detto stamattina il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, nella conferenza stampa contro Governo e ArcelorMittal per la questione del polo siderurgico. Conferenza tenuta insieme a Provincia di Taranto, sindaci dell’area di crisi ambientale di Taranto, Camera di Commercio, task force camerale su ArcelorMittal e Autorità portuale. “Altro non ci serve - ha detto il sindaco di Taranto rilanciando l’accordo di programma per il superamento del siderurgico così come è ora -. Altro non è foriero di opportunità per questo territorio o di superamento delle ferite che abbiamo. Speriamo che questa discussione venga ascoltata perché stavolta siamo decisi anche verso azioni non convenzionali”. 

“Ho sottolineato questo - ha aggiunto il presidente della Provincia - per dire quanto il Governo se ne stia fregando allegramente del territorio tarantino. E non è con la promessa di un finanziamento in altre sedi che il Governo può pensare di recuperare un rapporto con Taranto. Per noi - ha evidenziato Gugliotti - la “madre” di tutte le battaglie è la questione Ilva-ArcelorMittal perché stanno maltrattando i nostri concittadini. Penso ai lavoratori, per non parlare di tutte le aziende che sono praticamente ridotte al lastrico”. “I parlamentari e i candidati alla Regione devono prendere posizione - ha proseguito il presidente della Provincia di Taranto -. Devono dire rispetto alla questione Ilva, come la pensano, c’è bisogno di una scelta di campo. Vogliamo sapere chi è con noi, chi è contro di noi e indietro non si torna. E nessuno - ha detto ancora - può pensare in Italia che a Taranto si può pensare di fare quello che si vuole”. “Siamo stati presi in giro da diversi Governi di diversi colori, quindi o si cambia marcia, o Taranto non ci sta più”ha concluso il presidente della Provincia.  

“Ho sottolineato questo - ha aggiunto il presidente della Provincia - per dire quanto il Governo se ne stia fregando allegramente del territorio tarantino. E non è con la promessa di un finanziamento in altre sedi che il Governo può pensare di recuperare un rapporto con Taranto. Per noi - ha evidenziato Gugliotti - la “madre” di tutte le battaglie è la questione Ilva-ArcelorMittal perché stanno maltrattando i nostri concittadini. Penso ai lavoratori, per non parlare di tutte le aziende che sono praticamente ridotte al lastrico”. “I parlamentari e i candidati alla Regione devono prendere posizione - ha proseguito il presidente della Provincia di Taranto -. Devono dire rispetto alla questione Ilva, come la pensano, c’è bisogno di una scelta di campo. Vogliamo sapere chi è con noi, chi è contro di noi e indietro non si torna. E nessuno - ha detto ancora - può pensare in Italia che a Taranto si può pensare di fare quello che si vuole”. “Siamo stati presi in giro da diversi Governi di diversi colori, quindi o si cambia marcia, o Taranto non ci sta più”ha concluso il presidente della Provincia. 

IL DOCUMENTO 

 “L'Ilva come Ustica, un muro di gomma sul quale da troppi anni sbattono le vite dei tarantini, evidentemente centinaia di migliaia di cittadini italiani di serie B, che si possono sacrificare sull'altare di strani giochi finanziari e intese segrete, in barba al tanto decantato green deal nazionale ed europeo”. 

    Lo dicono gli enti locali di Taranto dopo la conferenza stampa congiunta di questa mattina su ArcelorMittal e Governo, conferenza che ha visto presenti tra gli altri sindaco di Taranto e presidente della Provincia di Taranto. “In queste ore - si afferma in un documento - il Governo ha dimostrato tutta la sua debolezza ed ha avviato le sue trattative con ArcelorMittal. Senza il territorio ionico. Senza che, al solito, all'ordine del giorno ci siano i bisogni dei nostri concittadini, dei nostri lavoratori, delle nostre imprese”.
Gli enti locali uniti - si afferma nel documento - oggi confermano la loro disapprovazione per questa condotta del Governo, al quale reiterano l'invito a formulare una urgente convocazione del tavolo per l'accordo di programma sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto”. “Una piattaforma - aggiungono - che è certamente tutta da costruire, forse con un tempo di maturazione medio-lungo, ma che è ritenuto dalla comunità l'unico strumento utile a pacificare questa situazione, a superare finalmente questo periodo di grande crisi e a funzionare da cabina di regia per gli investimenti in tecnologia e per la transizione giusta, oltre che per dare una prospettiva ai lavoratori destinati all'esubero, al di là di ogni ipocrisia sul punto”.     Per gli enti locali, “il tempo stringe e Taranto merita di essere finalmente trattata al pari di Trieste, Genova o altri luoghi che hanno attraversato analoghe vertenze”. “La comunità ionica - si afferma ancora nel documento - oggi chiude definitivamente la porta ad ogni intesa al ribasso con ArcelorMittal, che non sarà mai più ritenuto un soggetto affidabile per l'auspicato cambio di paradigma. Troppe violenze contro la città, le parti sociali e l'ambiente, indietro non si torna”. “Chiediamo, inoltre, al Governo - affermano inoltre gli enti locali - di non sperperare altre risorse pubbliche in un rapporto con una parte privata senza garanzie per l'interesse pubblico, che non coincide necessariamente con le aspirazioni del mercato dell'acciaio o di questo liberismo spinto, incurante - si conclude - delle centinaia di milioni di euro di crediti insoluti verso il sistema economico locale”.