Lunedì, 29 Giugno 2020 21:00

ALTA TENSIONE/ Conte “sull’Ilva stiamo lavorando per il coinvestimento pubblico”, Melucci “il Governo non sottovaluti l’insofferenza dei cittadini” In evidenza

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 “Anche sull’Ilva stiamo procedendo proprio in questi giorni per definire il coinvestimento pubblico e dare così attuazione agli accordi già sottoscritti il 4 marzo scorso. Il soggetto individuato a questo fine è Invitalia e la trattativa con Arcelor Mittal per definire i dettagli della nuova governance è entrata nel vivo. Ci siamo ripromessi di raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo ben determinati a rispettare questo impegno". Lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su facebook. Accade mentre il sindaco incalza e dice “Mai più altiforni anche a Taranto, il Governo batta un colpo e non sottovaluti la crescente insofferenza dei cittadini”. Tutto questo dopo che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha firmato l’accordo di programma che dismette definitivamente l’acciaieria di Servola,a Trieste, ed avvia la riconversione economica di quell’area (Servola, sebbene molto più piccola, aveva il ciclo integrale da altoforno come lo ha ancora Taranto con ArcelorMittal, ex Ilva). “Già nel mese di marzo - dice il sindaco - avevamo richiesto al Governo che quel tavolo potesse fungere anche da cabina di regia della cosiddetta transizione giusta, all'interno della quale definire un accordo di programma sull'ex Ilva. Avevamo messo in guardia dall'insufficienza di provvedimenti palliativi per la nostra economia ed i lavoratori, dalla insensatezza di progetti non volti ad un nuovo sostenibile modello di sviluppo”.

Rispetto a quanto dichiarato dal premier su facebook il sindaco sottoline “Non so a cosa si riferisca il presidente Giuseppe Conte nel suo ultimo post sui social, io resto alle sue parole a Taranto lo scorso Natale: erano parole di svolta verde per la comunità, non di acciaio a ciclo integrale, ormai dichiaratamente incompatibile con la vita umana dovunque in Italia ed in Europa”. . “Noi - dichiara il sindaco di Taranto - il presunto accordo di marzo non lo conosciamo, il Governo ci ha negato anche l'accesso agli atti, noi accordi segreti sulle teste dei tarantini li riteniamo irricevibili. Bisogna discutere di tecnologie e relazione con la città, non di governance interna alla azienda. Palazzo Chigi - conclude il sindaco di Taranto - avrà collaborazione solo se avrà il coraggio di correggere il tiro”.