Lunedì, 22 Giugno 2020 19:01

ALTA TENSIONE/ ArcelorMittal, saltano il tavolo con la Regione e quello con i Ministeri In evidenza

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Nulla di fatto anche nel tavolo di oggi tra commissari di Ilva in amministrazione straordinaria e tecnici di Mef e Mise per discutere della situazione di ArcelorMittal. Ed è il secondo appuntamento che oggi finisce nel nulla. Anche l’audizione di ArcelorMittal, calendarizzata oggi in Regione Puglia, commissione Attività produttive, non si è infatti tenuta perché l’azienda ha chiesto all’ultimo momento uno slittamento di due-tre settimane. Il tavolo romano, a valenza nazionale, si riunisce solitamente ogni lunedì per un punto di situazione e stamattina, alle 12,avrebbe dovuto discutere di come avviare con ArcelorMittal la discussione sul contratto in essere.

ArcelorMittal è infatti gestore in fitto dell’impianto siderurgico mentre Ilva in amministrazione straordinaria ne detiene la proprietà. Oggi i rappresentanti del Mef hanno dichiarato che è in corso l’approfondimento sulla parte relativa al coinvestimento pubblico-privato in ArcelorMittal (lo Stato entrerà con Invitalia, non è ancora chiaro se in maggioranza o minoranza). Di qui la decisione di rinviare ad altro momento l’approfondimento sul contratto di fitto. La riunione odierna è durata pochissimo. Il tavolo che si occupa del coinvestimento dovrebbe avere un secondo confronto con ArcelorMittal nella prossima settimana. Fonti vicine al dossier spiegano ad AGI che è in corso anche una valutazione politica sul tutto. Intervistata sere fa nella trasmissione televisiva “Porta a Porta”, l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli, ha parlato di “clima buono” riferendosi alla prima riunione del tavolo del coinvestimento, che vedeva la presenza per la parte pubblica dell’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, e del consulente del Governo sul dossier ArcelorMittal, Francesco Caio.

 

 Morselli non ha fornito altri particolari su questo negoziato, anche sul livello di partecipazione dei due soggetti ha dichiarato che nessuna decisione c’è ancora al momento, però un evidente dato di fatto che il piano industriale di ArcelorMittal è stato bocciato sia dal Governo che  dai sindacati. Perché prevede 3200 esuberi e rinvia importanti investimenti. Per il Governo, è un piano che non rispetta l’accordo di marzo tra Ilva in as e ArcelorMittal. Per l’azienda, invece, il piano presentato il 5 giugno rispetta l’intesa di marzo solo che lo adegua agli effetti del Covid 19, che per ArcelorMittal sono stati pesantissimi per l’acciaio. Scontro infine anche sugli esuberi. Morselli dichiara che il Governo già da marzo sapeva che gli esuberi ci sarebbero stati, ma di non aver voluto mettere nero su bianco in attesa del confronto con i sindacati. Anche questa tesi aziendale è stata però rispedita al mittente dal Governo, che ha dichiarato che l’accordo di marzo non prevedeva esuberi. A Taranto, infine, la situazione resta molto tesa, con una fabbrica che marcia con una produzione bassissima, conpiù di 3mila diretti in cassa integrazione (e altre 9 settimane di cassa stanno per cominciare dal 6 luglio, chieste per un massimo di 8100 addetti) e con i sindacati, infine, che hanno alzato il livello dello scontro con ArcelorMittal. Prova sono i diversi esposti su quella che viene definita condizione di insicurezza dell fabbrica, spediti a Procura della Repubblica, Inps, Ispettorato del Lavoro, Carabinieri del Nucleo ispettivo Lavoro, Ispra, Arpa Puglia e Spesal Asl. 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Giugno 2020 19:03