Sabato, 20 Giugno 2020 20:49

BOTTA E RISPOSTA/ Peacelink “aumento dell’inquinamento da benzene ai Tamburi”, ArcelorMittal “nessuna emissione fuori norma” In evidenza

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 “Il benzene continua ad aumentare in questi giorni nel quartiere Tamburi di Taranto, nonostante la produzione dello stabilimento Ilva sia ai minimi storici”. Lo dichiara l’associazione ambientalista Peacelink in riferimento alle emissioni del siderurgico ArcelorMittal.

    “Ricordiamo - afferma Peacelink - che il benzene è un cancerogeno certo, classificato dalla Iarc nel Gruppo 1. Ieri - si evidenzia - il benzene in via Orsini, nel quartiere Tamburi, è arrivato a 5,7 microgrammi a metro cubo, valore elevato se si considera la serie storica dei valori rilevati in quel quartiere”.

 

Secondo Peacelink, “a tale  valore non si arrivava facilmente neanche ai tempi dei Riva”, afferma l’associazione ambientalista riferendosi alla vecchia proprietà della fabbrica prima della gestione commissariale di Stato. “Sull’origine del benzene - rileva ancora Peacelink - non sembrano esserci dubbi: più ci si avvicina all’Ilva e più i valori salgono”.

    Per Peacelink, “siamo in presenza di un fenomeno anomalo che può avere una spiegazione: la trascuratezza nell’attuale gestione degli impianti dello stabilimento siderurgico. Non è spiegabile altrimenti - conclude Peacelink -, visto che a una produzione ridotta si assiste a un inquinamento aumentato per parametri così delicati come il benzene”. 

ArcelorMittal “Nessuna emissione fuori norma”

Nessuna emissione fuori norma dal siderurgico di Taranto. Lo dichiarano stasera fonti vicine ad ArcelorMittal, gestore in fitto dell’impianto industriale, replicando a quanto affermato giovedì sera dall’associazione ambientalista Peacelink. In particolare, “fonti vicine al polo siderurgico confermano che nessuna anomalia impiantistica è occorsa all’interno dello stabilimento nell’ultimo periodo riconducibile all’incremento del benzene e che tutti i valori emissivi rispettano ampiamente i limiti prescritti dall’Aia”, cioè l’Autorizzazione integrata ambientale.

 

Non è la prima volta, tuttavia, che Peacelink fa questo tipo di denuncia, chiedendo chiarimenti sul perché accade visto che l’attuale gestore del siderurgico afferma che la produzione di acciaio è anche notevolmente ridotta in questa fase. Attualmente, alcune prescrizioni Aia a carico di ArcelorMittal sono al vaglio del ministero dell’Ambiente - c’è stata una conferenza di servizi qualche giorno fa -, con l’azienda gestore che ha chiesto un differimento temporale per la conclusione di alcuni interventi ambientali - e analoga richiesta ha avanzato anche la proprietà degli impianti, Ilva in amministrazione straordinaria - motivando il tutto con lo stop lavori causa Covid 19, mentre Comune e Provincia di Taranto si sono opposti.