Lunedì, 15 Giugno 2020 17:58

IL CONFRONTO/ Emiliano ai sindacati “siamo tutti d’accordo che ArcelorMittal è un soggetto inaffidabile?” In evidenza

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“Noi non crediamo in questa gestione. Crediamo in un intervento dello Stato attraverso altri soci che abbiano una diversa responsabilità industriale, sociale e ambientale che ci consentano di venire fuori da questo pasticcio. Purtroppo il presidente del Consiglio e i ministri che si occupano di questa storia, in molte occasioni ci dicono che sganciarsi da questa storia di Mittal, che secondo me è il più grande errore che abbiamo fatto, non è una cosa facile”. Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, su ArcelorMittal nella call conference avuta oggi con tutti i sindacati. “Io - ha detto Emiliano - ancora pago in sede politica la mia posizione politica, una posizione che credo ora abbiamo tutti, perché tutti siamo dell’idea che Mittal non sia un soggetto affidabile”. Emiliano ha quindi chiesto una conferma all’uditorio: “Siamo tutti d’accordo che ArcelorMittal è un soggetto inaffidabile?” E dopo qualche secondo, è arrivata la risposta confermativa di un sindacalista presente alla call conferenze. 

 

“Questa roba, quando è stata detta in passato, ha creato un putiferio e io, ancora oggi, ho della gentaglia, della gentaglia - Emiliano lo ha ripetuto due volte per marcarlo - che mi offende nella mia sede. Gentaglia che ancora mi rimprovera per aver predetto che non si trattava di un soggetto gestibile - ha rilevato a proposito di Mittal - e che il compito di questo soggetto, dal mio punto di vista, era quello di liquidarci, come probabilmente sta accadendo”. Ora, però, ha rilevato il governatore, “non so dirvi come riusciremo a rimediare alla situazione che abbiamo difronte”. 

    “Abbiamo fatto un piano di ricondizionamento tecnologico della fabbrica che ha avuto il pieno avallo della Ue - ha rammentato Emiliano - è chiaro che bisogna approfondirlo. Ogni volta che parlo col Governo, il Governo mi dice: Emiliano va bene, ma non è che ora a quelli - il riferimento del presidente della Puglia è sempre a Mittal - gli facciamo andare via con la banda. Se se ne devono andare, se ne devono andare carichi di meraviglia. E quindi dacci la possibilità - ha detto ancora il governatore di Puglia riferendosi alla linea espostagli dal Governo - di fargli capire che quando andranno via, ne pagheranno le conseguenze. E quindi io sto zitto”.

 

 Sulla crisi ArcelorMittal, “il governo uno scatto di reni lo deve avere perché Mittal ci restituirà la fabbrica solo quando sarà completamente collassata” ha detto ancora Michele Emiliano, Nella call con i sindacati Emiliano ha anche affrontato il tema del difficile, se non proprio conflittuale, rapporto con gli stessi sindacati sulla questione ex Ilva. “Al di là dell’obbligo - ha dichiarato il governatore - mi sto chiedendo come è possibile che io non riesca a costruire con voi una relazione sindacale e politica stabile? Come è possibile che, per la prima volta nella mia vita istituzionale, con delle persone che io rispetto, e nelle quali vedo il dolore e la complessità, non riesca a costruire un rapporto nel quale io mi senta rispettato?”. 

 

“Venire in un momento delicato col presidente del Consiglio, venire nel consiglio di fabbrica e non essere legittimato nemmeno da quelli che mi chiamano, non è una cosa facile dal punto di vista istituzionale”, ha detto Emiliano, riferendosi ad alcune contestazioni che lo accolsero in fabbrica, quando a novembre e dicembre venne insieme al premier Giuseppe Conte. “Non abbiamo altri mezzi se non costruire il rispetto di ciascuno” ha detto Emiliano, aggiungendo: “Oggi ci riprovo per l’ennesima volta. L’atteggiamento altalenante con la Regione e con me, non me lo spiego, ma io sono pronto, ancora una volta, a dire si al sindacato. Non metto condizioni di alcun genere. Mi auguro che si riesca a trovare una modalità”. “Devo fronteggiare spesso una ostilità da parte vostra - ha aggiunto Emiliano -. Quando avete fatto lo sciopero - ha rilevato riferendosi alla protesta di martedì scorso -, a me non mi avete chiamato e io non mi presento agli scioperi dove non sono chiamato. Ma mi posso mai presentare ad uno sciopero in fabbrica senza essere invitato? Ma io sono ingenuo, dico che domani è un altro giorno e quindi si ricomincia daccapo”, ha sottolineato Emiliano.