Martedì, 09 Giugno 2020 08:58

SITUAZIONE INCANDESCENTE/ Oggi lo sciopero contro i 5000 esuberi annunciati di ArcelorMittal In evidenza

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Dalle 7 di questa mattina é in corso nel siderurgico di Taranto e in tutto il gruppo ArcelorMittal uno sciopero di 24 ore indetto dalle sigle Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per protestare contro il nuovo piano industriale 2020-2025 che la società venerdì scorso ha presentato al Governo. Sempre da questa mattina alle 7, è in corso un altro sciopero, sempre con la stessa motivazione indetto dal sindacato Usb che però durerà 48 ore. Alle 10 di oggi, invece, il Governo incontrerà in video conferenza i sindacati confederali, metalmeccanici, l’Usb, l’Ugl e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria (proprietaria degli impianti siderurgici) per una discussione sul piano. Alla convocazione di oggi non è invitata ArcelorMittal. 

Fim, Fiom e Uilm questa mattina stanno anche effettuando un presidio di protesta davanti alla direzione dello stabilimento di Taranto. Fim, Fiom e Uilm dicono che “l’unica cosa certa contenuta all’interno del piano industriale sono gli esuberi del personale”. Complessivamente, si spiega, sono 5mila, tra Ilva in amministrazione straordinaria, 1800, perché non più riassunti e ricollocati da ArcelorMittal, e 3200 solo in quest’ultima società, che vuole ridurre a 7500 gli occupati nel gruppo. I sindacati parlano di “pesantissime ricadute sul piano occupazionale nel bacino degli appalti”.

   La protesta in corso vuole essere per i sindacati anche un segnale al Governo, vista la concomitanza con l’incontro di stamattina, perché Fim, Fiom e Uilm “ritengono inaccettabile l’atteggiamento del governo che continua a trattare con ArcelorMittal, una controparte che ha dato dimostrazione di essere un soggetto inaffidabile e che non rispetta gli impegni sottoscritti continuando a rinviare gli investimenti sulle innovazioni tecnologiche e non garantendo la manutenzione degli impianti”. 

   Per il sindacato Usb, invece, “la gestione ArcelorMittal è diventata insopportabile oltre ad essere pericolosa per i lavoratori”. “Il susseguirsi di piani industriali per il rilancio e l’ambientalizzazione di questa fabbrica vengono continuamente disattesi, producendo licenziamenti, cassa integrazione e mancati pagamenti per gli appalti ormai ridotti al collasso”, sostiene l’Usb. 

“Se ci dividiamo, facciamo solo un favore a chi sta qui dentro - dice Gennaro Oliva, coordinatore di fabbrica Uilm, indicando la direzione di stabilimento - e a chi sta a Roma. Chi ci accusa, non rappresenta niente, vuole solo spaccare i lavoratori. Il movimento sindacale di Fim, Fiom e Uilm è sempre stato unito e qui dentro, nella fabbrica, ha più di 6500 iscritti  che cerca di rappresentare e tutelare. Noi siamo qui per il lavoro”. 

    I rappresentanti sindacali hanno anche criticato l’assenza al presidio del sindaco di Taranto e del presidente della Regione Puglia. “Hanno detto che avevano la soluzione. Dov’è Emiliano? Adesso, non parla più nessuno - ha detto Oliva -. Qui ci sono persone che stanno prendendo 8-900 al mese, hanno figli, una famiglia da mantenere, e non sanno dove andare”.

 

    “Conte - aggiunge l’esponente Uilm - è venuto qui la sera 24 dicembre, disse farò dell’Ilva di Taranto uno stabilimento gren, il massimo, il top, si abbracciò anche la Morselli”, l’amministratore delegato di ArcelorMittal, “e allora di che stiamo parlando?”