Giovedì, 04 Giugno 2020 13:47

NUOVA DATA/ Si terranno dall’8 al 10 giugno le ispezioni dei commissari Ilva in ArcelorMittal In evidenza

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 Si terranno la prossima settimana, l’8, 9 e 10 giugno, le ispezioni dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria nel siderurgico di Taranto di ArcelorMittal. Lo apprende AGI sia da fonti sindacali, che vicine all’amministrazione straordinaria. I commissari, come hanno detto ieri nella call conference con le sigle metalmeccaniche, si faranno affiancare da una squadra di tecnici esperti. Le ispezioni che avranno luogo lunedì prossimo sono quelle che sarebbero dovute cominciare il 1 giugno.

 

 Il 1 giugno due commissari Ilva su tre, Francesco Ardito e Antonio Lupo, si presentarono in fabbrica ma non poterono effettuare alcuna ispezione. E’ nato un caso in proposito, con Ilva in amministrazione straordinaria che ha parlato di accesso negato ai commissari, che rappresentano la proprietà degli impianti oltreché essere espressione del Governo, malgrado gli stessi commissari avessero preavvertito ArcelorMittal già dal 23 febbraio. ArcelorMittal,  sua volta, ha replicato dicendo che l’ispezione non poteva cominciare il 1 giugno perché, in concomitanza con la festa del 2 giugno, era stato concesso ponte al personale e quindi gli uffici erano vuoti. ArcelorMittal ha detto che questo particolare è stato comunicato in tempo utile, e più volte, agli stessi commissari ed ha comunque manifestato la sua disponibilità a riprogrammare in altra data l’ispezione. Ieri, ai sindacalisti metalmeccanici, i commissari Ilva hanno dichiarato che l’ispezione sarebbe avvenuta al più presto impegnando più giorni.I commissari Ilva vanno in fabbrica (ArcelorMittal non è proprietario ma solo gestore in fitto da novembre 2018) sulla base di una denuncia avanzata dalle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm al prefetto di Taranto, Demetrio Martino, il 22 maggio, giorno del sit in di protesta sotto la Prefettura, e ribadita ieri ai commissari. In sostanza, Fim, Fiom e Uilm accusano ArcelorMittal di aver portato la fabbrica allo sbando, di produzione al minimo storico (7500 tonnellate al giorno) con rischio di danni impiantistici, di tenere impianti importanti ancora fermi, come l’acciaieria 1 e l’altoforno 2.