Mercoledì, 20 Maggio 2020 21:23

IL RITORNO/ ArcelorMittal, l’ad Lucia Morselli oggi a Taranto, fa il punto con i vertici aziendali, nessun incontro con i sindacati In evidenza

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Visita dell’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, oggi al siderurgico di Taranto. Lo apprende AGI da fonti sindacali. La manager è tornata per la prima volta dopo le settimane di lockdown per il Conavirus, periodo nel quale ha tuttavia partecipato ad alcune call conference che hanno riguardato i problemi dell’azienda. Morselli avrebbe fatto un punto di situazione con i rappresentanti della prima linea aziendale alla luce delle diverse criticità che investono ArcelorMittal. L’azienda ha dichiarato ai sindacati una condizione di “sofferenza finanziaria” e  lo stop ordini da parte dei clienti - ordini per i quali era stato inizialmente predisposto il riavvio di alcuni impianti -. Inoltre, ha fatto  ricorso ad ulteriore cassa integrazione. 

 

“I miei delegati sindacali - dice ad AGI il segretario Uilm Taranto, Antonio Talò - l’hanno vista intorno a mezzogiorno quando è arrivata in fabbrica. Morselli non ci ha chiamato, nè noi abbiamo avuto contatti o scambi di vedute con lei. Se domani è ancora a Taranto, proveremo a sentirla”. “Per ArcelorMittal non ci sono purtroppo novità, si va avanti lungo la solita linea di galleggiamento” afferma ancora Taló, che conferma l’incontro del 25 maggio indetto dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e precisa “che il ministro ha convocato tutti: ArcelorMittal, in quanto gestore dell’impianto, commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, che rappresentano la proprietà, e sindacati”. La convocazione del ministro arriva dopo il pressing dei sindacati che si sono rivolti sia a Patuanelli che al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. Sindacati che dopo le proteste di Genova e Novi Ligure, venerdì coinvolgeranno anche gli operai di Taranto. Due le manifestazioni a Taranto: di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm sotto la Prefettura di Taranto e di Usb davanti alla direzione dello stabilimento. A Taranto, ArcelorMittal viaggia al minimo storico d8 produzione: 7mila circa tonnellate di ghisa al giorno con due soli altiforni accesi, l’1 e il 4. Su una forza organica di 8200 addetti, sono in questo momento fuori dallo stabilimento tra cassa integrazione, ferie, malattie, permessi della legge 104, circa 4900 persone come specificato dall’azienda ai sindacati. Di questi, 3200 sono in cassa integrazione chiesta per un massimo di 8175 unità.

L’USB “in fabbrica cominciano a scarseggiare anche acqua e carburante”

Non solo pezzi di ricambio, carenza denunciata da tempo dai sindacati, ma “in tutto lo stabilimento cominciano seriamente a scarseggiare le scorte di acqua e carburanti”. Lo evidenzia, a proposito del siderurgico ArcelorMittal, l’Usb in una lettera inviata al direttore delle  relazioni industriali Arturo Ferrucci.

 

 

Per Usb, “tale situazione se dovesse perdurare e confermarsi nei prossimi giorni, potrebbe creare disagi sociali e di sicurezza molto seri, aggravati dalla già compromessa situazione generale che vive lo stabilimento”. Usb chiede quindi ad ArcelorMittal “di ripristinare tale precaria situazione”,riservandosi, “in caso contrario”, di “interessare gli enti preposti in materia”. L’Usb, per evidenziare la grave crisi di ArcelorMittal e protestare contro quello che il sindacato ritiene essere massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte dell’azienda, effettuerà un presidio davanti alla direzione della fabbrica nella mattinata del 22 maggio. 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Maggio 2020 21:32