Martedì, 19 Maggio 2020 09:01

FASE 2 bis/ Boccia “pronti a richiudere le Regioni con problemi” In evidenza

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Dare alle Regioni la possibilità di scegliere autonomamente, nella Fase 2, se riaprire oppure no, non significa venir meno alle responsabilità del governo: «Non è vero che tutti faranno le stesse cose, se il sistema di monitoraggio dirà che una Regione è ad alto rischio, dovrà richiudere. Non si ferma tutt’Italia però. D’ora in poi ognuno dovrà essere in grado di mettere in sicurezza il suo territorio». Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in un'intervista a La Repubblica. "Da ieri è iniziata la nostra nuova convivenza con il Covid-19. Tre mesi fa ci ha messo in grave difficoltà, ora dobbiamo essere rigorosi nei comportamenti e dimostrare di essere più forti. È scontato che il primo giorno si debbano seguire nuove regole: serve un rispetto diffuso e convinto da parte delle categorie produttive coinvolte. Ma mi sembra che bar, ristoranti, parrucchieri abbiano risposto benissimo». "I cittadini devono fare la loro parte - ha aggiunto Boccia -. Questa nuova normalità impone due cose: pazienza e rispetto. Gli italiani hanno dimostrato di averli entrambi e il mondo intero lo ha scoperto e apprezzato». "Chiudere tutto è stato doloroso e sofferto, ma necessario. E dal punto di vista di gestione della cosa pubblica era più semplice. Adesso che devi rimettere in moto non solo la vita, ma far ripartire l’economia con regole nuove, non puoi pensare di normare da Roma i passi che muove ogni essere umano che sta riaprendo. Ci sono 21 organizzazioni territoriali sanitarie diverse e nella fase 2, se esplode il contagio, devono reggere quelle». La app? «Sarà pronta a fine maggio e cancellerà molte polemiche. A partire da quella sulla privacy a cui siamo stati attentissimi dicendo no al Gps e sì al Bluetooth. Ma voglio essere chiaro: non è che il tracciamento dei positivi e dei loro contatti adesso non si stia facendo. Si fa a mano, ma si fa».