Mercoledì, 13 Maggio 2020 14:16

FASE 2/ I commercianti tarantini si preparano alla ripartenza tra aspettative e paura In evidenza

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“Molte aspettative ma anche molta paura: questo lo stato d’animo dei commercianti tarantini a pochi giorni dalla riavvio dei negozi il 18 maggio”. Lo spiegano ad AGI fonti di Confcommercio Taranto. Che aggiungono: “alcuni rappresentanti di delegazioni di quartiere, più a stretto contatto con gli esercenti, ci hanno detto che ci sono commercianti che non apriranno nemmeno il 18 maggio perché prima vogliono vedere la situazione, capire che aria tira, e se c’è movimento o meno”.

 

“Nel pomeriggio terremo una video conferenza con un esperto di comunicazione che lavora con Federmoda nazionale, presenti anche il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, e di Federmoda Taranto, Mario Raffo. Cercheremo di spiegare ai nostri associati come prepararsi alla ripresa, cosa fare, soprattutto tenteremo di capire che tipo di pubblico, di clienti, ci troveremo difronte dal 18 maggio in poi, consapevoli che anche i comportamenti dell’utenza sono cambiati”. In città, intanto, diversi gli esercizi che si preparano alla ripresa. Nei locali pubblici - come pizzerie, birrerie e ristoranti - già da ieri pomeriggio erano in corso i preparativi per misurare il distanziamento dei tavoli e attrezzarsi con le relative misure di sicurezza. L’arrivo della bella stagione favorisce la dislocazione dei tavoli all’aperto e ci sono esercenti che in queste ore stanno studiando come attrezzare al meglio le aree esterne ai loro locali.

 

E ci sono anche accorsati negozi di moda nel centro di Taranto che in questi ultimi giorni di chiusura al pubblico delle attività, stanno approfittando per tinteggiare gli ambienti, fare lavori di manutenzione e, in qualche caso, cambiare anche l’aspetto interno dei propri negozi. “Ma è una minoranza - avvertono da Confcommercio Taranto - perché la maggioranza guarda con preoccupazione al riavvio del 18 maggio, temendo giustamente volumi di affari molto ridotti per la crisi. Il che si aggiunge ad oltre 50 giorni di fermo totale e ad una situazione complessiva di Taranto che, già prima che scoppiasse il coronavirus, era critica per le note vicende economiche ed occupazionali”. “Nel comparto moda/abbigliamento - si afferma - la crisi è pesante se consideriamo che è saltata tutta la vendita della primavera, i cui capi erano già in negozio prima del lockdown, le cerimonie come battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, sono anch’esse saltate. Una brusca frenata che si è riflessa anche nel settore degli articoli da regalo”. Che il commercio più che ad affrontare il riavvio dal 18 maggio, pensi invece a come sostenere i minori costi possibili in questa fase delicata, cercando di ridimensionarli ed azzerarli, lo dimostra anche il fatto che tutte le prese di posizioni di questi giorni delle organizzazioni di categoria sono state unicamente rivolte a sollecitare sgravi e riduzioni delle varie tasse.