Domenica, 10 Maggio 2020 16:14

L’ALLARME/ Il Viminale “le mafie pronte a mettere le mani su ristorazione e turismo in crisi” In evidenza

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Le mafie sono pronte a mettere mano sui settori della ristorazione e della ricettività turistica in forte crisi in Italia a causa dell'emergenza coronavirus. Lo rileva l'Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell'economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, struttura interforze costituita presso la Direzione centrale della polizia criminale, articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nell'ambito del Ministero dell'Interno.    Grande attenzione viene infatti dedicata da parte delle forze di polizia ai comparti legati alla ristorazione o al turismo (alberghi, villaggi turistici, stabilimenti balneari, tour operator, aziende di promozione culturale, etc) che hanno subito gravi perdite e danni e che dovranno ripartire con rinnovato slancio una volta superata la crisi. Si tratta di settori nei quali le mafie hanno già ampiamente investito in Italia e all’estero ed è concreto il rischio - dice il report dell'Osservatorio - che le stesse possano indirizzare in questa direzione gli interessi illeciti.    Nello specifico gli investimenti pubblici cha saranno erogati per la realizzazione di infrastrutture e altre opere pubbliche oppure per il potenziamento, a titolo esemplificativo, del sistema sanitario nazionale potrebbero essere oggetto di interesse da parte dei sodalizi criminali per rafforzare la propria presenza in settori in cui si sono già inseriti da tempo, come quello del ciclo del cemento o nei quali sono comparsi più di recente, come quello della fornitura di beni e servizi per le cure mediche. 

 

Coldiretti “sono 5000 i ristoranti in mano alla criminalità”

 

"La malavita è arrivata a controllare cinquemila locali della ristorazione con l’agroalimentare che è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone". Lo denuncia la Coldiretti sulla base del rapporto Agromafie in riferimento al report dell'Organismo di Monitoraggio delle infiltrazioni criminali sull'emergenza Covid - 19 secondo il quale "le difficolta' economiche del settore turismo e ristorazione rappresentano i momenti maggiormente privilegiati per reinvestire danaro".

 

"La criminalità organizzata e la mafia – sottolinea la Coldiretti – approfittando della crisi economica, penetrano in modo massiccio e capillare nell’economia legale ricattando con l'usura o acquisendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi in Italia e all’estero. Le operazioni delle Forze dell’Ordine svelano gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda fino alle pizzerie.   In questo modo la malavita si appropria – sottolinea la Coldiretti – di vasti comparti dell’ agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy".

 

La Coldiretti stima che "dall’agricoltura all’allevamento, dalla distribuzione alimentare alla ristorazione, il volume d’affari complessivo annuale della criminalità nell’agroalimentare nazionale è salito a 24,5 miliardi di euro".    "Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare" afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie"