Domenica, 03 Maggio 2020 08:27

EMERGENZE/ Ristoratori Unione Taranto chiede l’azzeramento delle tasse comunali In evidenza

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Preoccupati del blocco delle loro attività a causa del lockdown, oggi un centinaio di ristoratori ha scritto al sindaco di Taranto. Dichiarano di rappresentare tra diretti e indotto circa 5000 addetti con relativi stipendi. Hanno formato anche un sodalizio chiamato “Ristoratori Unione Taranto”. “Occorre coraggio e un’azione condivisa - affermano i ristoratori - e per questo chiediamo alle istituzioni coinvolte, dal Comune, passando per la Prefettura e l’Asl o la Soprintendenza ai beni architettonici che regola, insieme agli enti comunali, la gestione degli spazi all’aperto, di fornire una risposta adeguata ad una crisi senza precedenti”. 

“Ristoratori Unione Taranto” chiede “azzeramento delle tasse comunali, cancellazione degli oneri per l’occupazione di suolo pubblico in caso di ampliamenti degli spazi esterni per la somministrazione di cibi e bevande, redazione di un protocollo d’intesa con Prefettura  e Asl per l’individuazione e lo snellimento delle procedure per operare in sicurezza massima per lavoratori e clienti”. “Molti di noi non sanno se potranno riaprire - dicono i ristoratori di Taranto - e per questo speriamo si possa aprire un tavolo di concertazione che prenda in considerazione il difficile momento che vive il comparto, ma anche tutto il suo indotto, e avviare così anche un percorso di sburocratizzazione e celerità delle procedure”. “Sappiamo che l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha predisposto un documento presentato al Governo per l’istituzione di un fondo che dia immediatamente sollievo ai settori maggiormente colpiti dalla chiusura totale - commentano i ristoratori  – e per questo le risorse vanno calibrate sulla base della conoscenza reale delle problematiche e commisurate ad una crisi di vaste proporzioni da cui molti di noi rischiano di non rialzarsi”.