Venerdì, 24 Aprile 2020 15:22

FASE 2/ A Taranto accordo istituzionale per evitare infiltrazioni della criminalità In evidenza

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 Un “accordo istituzionale” tra Prefettura, Comune di Taranto, Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio e Inps, sarà stipulato a Taranto per consentire l’avvio della Fase 2. All’accordo potranno aderire in seguito anche gli altri  Comuni dell’area. La proposta è stata avanzata dal prefetto di Taranto, Demetrio Martino, nel corso di un particolare comitato per l’ordine pubblico. Presenti anche Abi, Provincia di Taranto, Banca d’Italia e sindacati confederali. L’accordo proposto dal prefetto di Taranto ed accolto dalle parti sociali e dalle amministrazioni, raccoglierà e analizzerà le informazioni provenienti da varie fonti territoriali e le metterà a disposizione delle forze di polizia. Questo al fine di sviluppare aspetti info investigativi connessi alle licenze, subentri e volture anomale, lottizzazioni urbanistiche, permessi a costruire, cessioni aziendali “sintomatiche di distorsioni della trasparenza e legalità del circuito produttivo”.

 

 In sostanza, l’accordo si muove nel solco indicato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ovvero attivare massima vigilanza per evitare che criminalità organizzativa e mafia approfittino di questo momento di grave crisi dell’economia, con quasi tutte le attività ferme, e tentino di intercettare anche le risorse pubbliche messe a disposizione per superare l’emergenza coronavirus. Le associazioni di categoria programmeranno poi altre iniziative per sensibilizzare i propri aderenti contro il rischio usura. In apertura di riunione, i rappresentanti di Camera di Commercio, Confindustria e Confcommercio hanno descritto lo stato di grande difficoltà in cui si trovano le imprese del territorio. Segnalato al prefetto come “particolarmente le piccole imprese e quelle già in condizioni di marginalità, potrebbero non avere la forza di riavviare l’attività o comunque non potrebbero mantenere i livelli occupazionali pre crisi”.

 

 Il rappresentante Abi ha “garantito l’attuale operatività, con una istruttoria di pochi giorni che comprende anche l’autocertificazione antimafia, della prima delle procedure di finanziamento previste dal decreto Liquidità dello scorso 8 aprile, quella cioè per accedere al prestito sino a 25mila euro attivato a decorrere dal 14 aprile.  Non sono invece possibili - ha detto Abi al tavolo - i finanziamenti di importo superiore previsti dallo stesso provvedimento governativo (fino a 800mila euro e fino a 5 milioni di euro) perché necessitano di chiarimenti da parte del fondo centrale di garanzia”.  È inoltre possibile “l’accesso ad anticipazioni bancarie dei trattamenti di cassa integrazione senza spese aggiuntive, attivabili direttamente dai lavoratori” mentre Inps ha assicurato al tavolo che sta avvenendo la “regolare erogazione dei benefici relativi agli ammortizzatori sociali e al pagamento delle indennità in favore di professionisti e partite Iva”.