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Giornale di Taranto - IL PORTO DI TARANTO CENTRALE NELLO SVILUPPO ECONOMICO ED OCCUPAZIONALE
Lunedì, 12 Agosto 2013 08:14

IL PORTO DI TARANTO CENTRALE NELLO SVILUPPO ECONOMICO ED OCCUPAZIONALE In evidenza

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Sburocratizzare gli iter di approvazione, fare sistema, velocizzare l’esecuzione delle opere, rilanciare e potenziare la struttura, continuare ad operare in funzione dell’occupazione e della formazione e dell’aggiornamento e riqualificazione delle maestranze, avere dati certi su cui operare scelte future, organizzare e gestire la crisi. Sono soltanto alcuni dei concetti che sono stati più volte ripresi dai relatori nel corso del seminario che si è tenuto il 22 luglio scorso su “Quale futuro per il Porto di Taranto”. Una iniziativa voluta ed organizzata dai due Enti Formativi tarantini Magna Grecia Formazione e Formare Puglia che hanno gestito dei corsi di formazione affidati dalla Provincia di Taranto nell’ambito del Por Puglia 2007-2013, Avviso TA/7/2012 Azione 13, denominati “Operatore edile polivalente portuale” e che hanno visto la partecipazione di 40 ex lavoratori in mobilità della società Delta Uno. Un incontro che, per i contenuti espressi e per i risultati finali raggiunti, si può dire abbia raggiunto gli obiettivi prefissati cioè di capire quale ruolo potrà giocare la struttura portuale tarantina nell’ambito delle attività economiche e produttive e quali effetti potrà realmente avere sull’occupazione e sui tanti lavoratori in cassa integrazione e in mobilità. Proprio su questi temi ha aperto i lavori, moderati da Michele Tursi, il Dirigente del settore Lavoro e Formazione della provincia di Taranto Raffaele Borgia il quale ha ricordato il notevole impegno dell’Amministrazione verso la risoluzione delle problematiche legate al Porto di Taranto attraverso una intensa riqualificazione e aggiornamento professionale dei lavoratori e dei tanti giovani disoccupati. Michele Conte, in qualità di esperto delle materiali portali, già in passato prima segretario generale e poi Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, ha invece presentato uno studio attraverso il quale ha dato una serie di informazioni e ricordato l’importanza che rivestono le attività di imbarco e sbarco dei containers nel Porto di Taranto. Conte ha chiesto di valutare attentamente questo aspetto in quanto sono notevoli le differenze in termini economici e lavorativi che ci sono fra considerare il solo transito di un container che crea un volume di 300 euro con 5 unità lavorative impegnate, rispetto ad uno che invece viene lavorato che crea un volume di 2000 euro con 42 unità lavorative impegnate in queste attività. L’intervento di Sergio Prete, Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, nonché di Commissario di Governo per la gestione dei Quattrocento milioni di euro messi a disposizione dallo Stato, si è soffermato sui tempi di realizzazione dei lavori di dragaggio, per adeguare e potenziare il Molo San Cataldo, per realizzare una diga foranea a protezione del moto ondoso, per costruire la Piastra e la vasca di colmata per far refluire i fanghi dragati, per potenziare e sviluppare dei collegamenti ferroviari, per realizzare la strada dei Moli. Il Presidente Prete, dopo aver ricordato il grande lavoro che si sta facendo anche in tema di retroportualità e di affermazione di una vera e propria piattaforma logistica, con i protocolli sottoscritti con aree del materano, ha evidenziato tuttavia alcuni lacci e laccioli che frenano le attività e che in ambito Mediterraneo pongono l’Italia ad uno degli agli ultimi posti. Si tratta dell’annosa questione legata agli iter legislativi ed ai tempi troppo lunghi che occorrono per la realizzazione di opere infrastrutturali, tempi che, in alcuni casi, superano anche i dieci anni al contrario di altri Paesi dove di anni ne occorrono solo 2 al massimo 3. Ha poi annunciato per settembre due novità. La prima è che occorrerà sensibilizzare le aziende che si aggiudicheranno gli appalti ad assorbire quei lavoratori che oggi sono in mobilità e che dopo l’aggiornamento professionale che hanno conseguito, potranno offrire un valido contributo lavorativo, e che, sempre nello stesso mese, sarà presentata una Fondazione denominata Taranto Port International che, senza alcuna concorrenza con Enti formativi e simili, ma con grande spirito collaborativo, andrà ad affrontare aspetti che fino ad oggi erano sconosciuti ai più. Uno strumento operativo che andrà a lavorare sulla scorta dell’esperienza acquisita dal Porto di Valencia in Spagna che ha puntato tutto su questo nuovo organismo per diventare, in pochi anni, uno dei Porti più importanti del Mar Mediterraneo. Per cronaca in apertura si erano registrati i saluti di Luciana Danza e Angelo Lorusso, rispettivamente Presidenti di Magna Grecia Formazione e Formare Puglia, mentre prima di procedere alla consegna degli attestati, si è sviluppato un interessante dibattito che ha visto la partecipazione della Consigliera Regionale Annarita Lemma, del Segretario della Uiltrasporti Franco Castellano, dell’imprenditore Pino Cosmai e del consulente Gianpiero De Meo.
Ultima modifica il Mercoledì, 02 Ottobre 2013 05:42