Martedì, 21 Aprile 2020 14:24

RIPARTENZE/ Il sindaco di Taranto “mi aspetto che si torni a parlare dei problemi della città a cominciare dal conflitto con l’acciaieria” In evidenza

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 “L’avvio della Fase 2 dell'epidemia deve coincidere con un ritorno di attenzione ai problemi di Taranto”. Così il sindaco Rinaldo Melucci vede per la seconda città pugliese dopo Bari, la fase post lockdown. Sebbene il Comune sia impegnato a progettare una “nuova” Taranto che fa della sostenibilità ambientale, del mare e del porto, i suoi punti di riferimento, mettendo da parte quindi l’assetto acciaio-centrico, ieri Ilva, oggi ArcelorMittal, il sindaco Melucci, tuttavia, non può partire proprio da quest’ultimo nodo, anche perchè è in pieno conflitto con l’acciaieria.

 

A Roma - dice il sindaco di Taranto - non pensino di poter far ripartire le fabbriche secondo i soliti modelli. Il mondo sta cambiando - sostiene -, non sono più accettabili per Taranto trattamenti dissimili dal resto del Paese e dell'Europa. Aspettiamo ora che il tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo, Cis, si occupi anche dell'accordo di programma sull'ex Ilva come da richiesta condivisa da tutti gli enti locali lo scorso 5 marzo”. Sulle molte risorse del Cis che restano ancora da spendere in progetti per la città (sinora risultano spesi poco più di 300 milioni su un budget effettivo di circa un miliardo), Taranto fa affidamento per una fase 2 della città a prescindere dal Coronavirus che comunque qui, almeno sinora, non è stato vissuto in termini emergenziali dato il basso numero di casi positivi (dall’inizio a ieri sera, 59 in tutto, con 11 guariti e 5 decessi). Dal Cis si attende anche impulso per il recupero e il restauro della città vecchia di Taranto, che ha anche 90 milioni di fondi Cipe.

 

“Aspettiamo dal Cis  - prosegue il sindaco di Taranto - che finalmente ci siano semplificazìoni normative, accorciamento dei tempi burocratici legati ai progetti ed una rimodulazione delle risorse nella direzione che la comunità chiede”. “Non più progetti calati dall’alto, basta con i commissariamenti - aggiunge il sindaco di Taranto - e soprattutto, finalmente, diamo voce ad un documento strategico che tutti gli enti locali hanno condiviso proprio il 5 marzo, quando il tavolo del Cis si è reinsediato ed ha fissato gli obiettivi prioritari, quelli da cui non vogliamo più tornare indietro per il rilancio di Taranto”. Intanto, sottolinea Melucci, “abbiamo inviato a Palazzo Chigi una bozza di piano per utlizzare le risorse europee del Just Found Transition, si tratta di circa 300 milioni”. Inoltre, specifica, “per la prima volta abbiamo trovato la quadra sull’utilizzo della ex sede Banca d’Italia a sede del nuovo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, l’Università a Taranto comincia quindi a prendere corpo”. “La nostra attività - conclude il sindaco di Taranto - non ha conosciuto battute d'arresto nemmeno in questi giorni di lockdown. Registriamo progressi per il piano di transizione ecologica, economica ed energetica "Ecosistema Taranto", per gli eventi culturali, sportivi, sociali che già animano, o torneranno ad animare sempre di più, la nostra comunità e la sua apertura al mondo, con un occhio di riguardo alla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo del 2026”. Per il sindaco, “Taranto è tornata ad essere una attrattiva capitale di mare, arriveranno giorni migliori e raccoglieremo i frutti maturi di questa rinascita”.