Lunedì, 20 Aprile 2020 19:14

EMERGENZE/ Si aggrava la situazione di povertà nella Città vecchia di Taranto In evidenza

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Sono 400 le famiglie povere della città vecchia di Taranto assistite in queste settimane di Coronavirus da una rete che ha messo insieme Caritas della cattedrale San Cataldo, suore missionarie del Sacro Costato e confraternita dell’Addolorata. Lo rende noto monsignor Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale e portavoce dell’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro. Dal 1 aprile, spiega monsignor Ferro, “in città vecchia l’emergenza povertà scatenata dalle misure di distanziamento sociale previste dai Dpcm per combattere il Covid19, si è manifestata in maniera veemente. Non poteva essere altrimenti - afferma - in un luogo dove c’è un’altissima concentrazione di disoccupazione, di precariato e di nuclei familiari numerosi che soffrono i più sfaccettati e spinosi problemi sociali dovuti al degrado socioeconomico”. Dell 400 famiglie, si evidenzia, “la maggior parte di esse con tanti bambini”. 

 

Le derrate alimentari, spiega monsignor Ferro, “sono arrivate dalle raccolte alimentari della Caritas, dalla confraternita dell’Addolorata, dagli amici dei sacerdoti e delle suore, dal Banco alimentare e da altre parrocchie generose, dalle associazioni di ogni genere”.     E ancora, si evidenzia, “dall’assessorato comunale alle politiche sociali, da imprenditori e da società sportive, non solo tarantine ma anche della provincia di Bari e di Brindisi.     Lodevole - sottolinea il portavoce dell’arcivescovo di Taranto - l’iniziativa degli insegnanti della scuola Consiglio-Galilei che si sono tassati dandoci un importante contributo”. Diversi panificatori di Taranto hanno poi garantito le forniture di pane. Dodici volontari della comunità ogni giorno, dal lunedì al sabato, garantiscono l’accoglienza in un  magazzino predisposto ad hoc, dei beni e del loro relativo scarico e sistemazione, la preparazione dei pacchi viveri, la distribuzione di questi ultimi e il servizio di chiamata e distribuzione per ritirare il pane. 

 

 In due distribuzioni straordinarie già avvenute, consegnati 4000 litri di latte, 800 bottiglie di olio evo, 800 di olio di semi, 800 confezioni di zucchero, 800 di caffè, 3000 scatolette di tonno, 6000 di pelati, 3200 bottiglie passata di pomodoro, 600 kg di farina, 4000 confezioni di biscotti, 4000kg di pasta, 2400 scatolette di legumi 6000 bottigliette di succo di frutta, 400 uova di Pasqua, 400 colombe, 400 confezioni di brioche. La rete del mondo cattolico si è anche interfacciata col Comune di Taranto, “raccogliendo - afferma monsignor Ferro - la disponibilità a vagliare insieme ogni singolo caso delle tante famiglie da noi assistite per verificarne i requisiti di necessità”. 

    Monsignor Ferro ha inoltre segnalato che “tante famiglie non hanno fatto domanda per i buoni spesa. I motivi possono essere i molteplici. Fra questi - commenta - sicuramente c’è una discreta parte che non riesce a compilare correttamente i moduli, che fa fatica a raggiungere i punti dove si consegnano le domande o si ricevono i buoni. Nelle scorse settimane abbiamo anche cercato di aiutare anche in queste procedure, ma la gestione, in totale, risultava essere ciclopica, soprattutto perché le restrizioni non ci consentono di coinvolgere, per buoni e ragionevoli motivi, tanto personale volontario”. Le chiese della città vecchia di Taranto insieme alle altre realtà si dicono infine disponibili “a fornire manforte alle istituzioni preposte, rendendo fruibile la nostra rete e tutto ciò che si fa in maniera stabile e permanente in questi anni”.