Venerdì, 10 Aprile 2020 08:55

SETTIMANA SANTA SENZA RITI/ L’arcivescovo sorregge la statua dell’Addolorata “non si può capire Taranto senza essere passati da questa notte” In evidenza

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Ho sentito sulle mie spalle tutte le preghiere dei tarantini che volevano essere qui a vederti. Ho sempre cercato di farmi interprete dei dolori e delle lacrime di questa città”. Lo ha detto la scorsa notte nella chiesa di San Domenico, a Taranto, l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, pregando da solo davanti alla statua dell’Addolorata che, se non vi fosse stata l’emergenza Coronavirus, sarebbe stata portata in processione nelle strade della città per i riti della Settimana Santa. “Non si può capire Taranto senza essere passati da questa notte, dalla notte del giovedì santo, non si può dire di conoscere o di essere tarantino se non si passa da qui” ha detto Santoro. Per l’arcivescovo, “da questo pendio abbiamo cercato sempre le ragioni della ripartenza, ci siamo fatti coraggio per la tua vicinanza e abbiamo imparato ad aver fede e fiducia nel Signore. Qui - ha detto l’arcivescovo di Taranto - ti abbiamo raccontato il dolore: i morti sul lavoro, la minaccia per salute dei tarantini, il conflitto della scelta fra salute e lavoro, il problema della disoccupazione. Ma oggi è diverso - ha rilevato -. Siamo smarriti. Non siamo solo provati. Oggi abbiamo paura. Siamo vulnerabili - ha detto Santoro  - e il futuro incerto ci scoraggia”.

 

  Per l’arcivescovo di Taranto, “è commovente come tanti tarantini abbiano sentito la responsabilità di farsi carico dei bisogni dei loro concittadini in situazione di bisogno; è commovente l’abnegazione di tutto il personale sanitario. Viviamo un periodo - ha aggiunto l’arcivescovo - che troverà posto nei libri di storia, niente sarà più come prima, ma potrà essere meglio se sapremo far tesoro di questa esperienza”. “Avremo bisogno della collaborazione di tutti - ha affermato l’arcivescovo Santoro -. Grande è il peso economico di questa vicenda sull’economia ma grande è la lezione e dobbiamo impararla: solo se l’uomo è al centro del nostro progetto avremo un futuro degno. È l’azione più dura e più vera che stiamo imparando: nessuno si salva da solo”.  Rivolgendosi all’Addolorata, molto cara ai tarantini per la Settimana Santa, l’arcivescovo Santoro ha detto: “non possiamo portarti per le nostre strade, ma non per questo non ascolterai le nostre preghiere. Ti affidiamo tutte le vittime del virus, i medici, tutti coloro che difendono la salute, tutti coloro che sono più vulnerabili - ha concluso l’arcivescovo di Taranto -, accendi in noi il desiderio di custodire i fragili e i poveri”. 

(foto La Ringhiera)