Lunedì, 06 Aprile 2020 22:22

IL DECRETO/ Presentati i due scenari possibili per la scuola ma restano diversi nodi da sciogliere In evidenza

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di Ingrid Iaci

Largamente anticipato nei giorni scorsi, il Dl Scuola ha incassato il via libera in seno al Consiglio dei Ministri. Due sono gli scenari possibili, tutto dipenderà dal rientro o meno a scuola entro il 18 maggio. Ipotesi, quella del rientro a maggio,  che la stessa Azzolina ritiene poco probabile, come ha fatto sapere intervenendo a che  “Che tempo che fa”, d’altronde la ministra ben conosce la realtà delle classi-pollaio nelle scuole italiane dove sarà davvero difficile mantenere il distanziamento sociale tra gli alunni e tra alunni e insegnanti. 

Qualunque sia la data della ripresa questa è una questione che andrà in ogni caso risolta entro settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico, che coinciderà con l’approssimarsi della stagione autunnale quando, come è noto, cominciano a manifestarsi i virus influenzali, soprattutto se per quella data come pare non sarà ancora disponibile alcun vaccino per il cironavirus.

Ad ogni modo, per quest’anno gli studenti saranno tutti promossi ma “non vi sarà alcun 6 politico”, ha precisato la ministra alla Pubblica Istruzione, né l’ammissione all’esame sarà garanzia di conseguimento della maturità.

Lo svolgimento degli esami di terza media e di maturità, resteranno una “cosa seria”, anche se saranno notevolmente semplificati. Parola di ministro! 

Se si dovesse tornare a scuola il 18 maggio, il 17 giugno i maturandi sosterrebbero la prova di italiano, a carattere nazionale e cioè uguale per tutti, mentre per loro la seconda prova verrebbe confezionata dalla commissione composta da docenti interni con un presidente esterno, in base alle attività svolte durante l’anno scolastico. A fine giugno, inizierebbero gli esami orali.

Per gli esami di terza media - si legge nella bozza "è prevista l'eliminazione di una o più prove rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale". 

Quindi avremo una versione “light” dell’esame conclusivo, con molta probabilità ridotto al solo colloquio.

Ma considerando più probabile l’ipotesi del non rientro in aula, per la maturità è previsto il solo colloquio in modalità da remoto e salteranno gli esami di terza media che saranno sostituiti dalla presentazione da parte di ciascun candidato di una tesina interdisciplinare.

In entrambi i casi, rimane un grosso nodo da sciogliere, e cioè in che modo far partecipare agli esami in modalità streaming anche quegli studenti che già dall’inizio del lockdown sono rimasti esclusi dalla Didattica A Distanza (DAD) per mancanza di computer propri o di connessione ad internet e che a fine anno avrebbero ancora il problema di come accedere a queste forme alternative di esame.

Il ministro Lucia Azzolina, a questo proposito, nel corso della diretta andata in onda sulle reti nazionali, a fine Consiglio dei Ministri, ha annunciato lo stanziamento di circa 85 milioni di euro per l’acquisto di tablet e supporti tecnologici al fine di superare il cosiddetto “digital divide”: il divario, cioè, esistente tra studenti privilegiati perché in possesso e capaci di maneggiare tutti i nuovi sistemi tecnologici e quelli meno fortunati, per i quali, in questa situazione di emergenza estrema risulta davvero difficile stare al passo dei compagni nello svolgimento dei programmi didattici.

Ragazzi ai quali, di fatto, viene negato il diritto costituzionale all’istruzione. Si tenga presente che stiamo parlando di circa un terzo della totalità degli studenti.

 Il dibattito tra addetti ai lavori, insegnanti e genitori, è più che mai aperto. 

 

Ultima modifica il Martedì, 07 Aprile 2020 10:35